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| Federfarma Basilicata spiega il fenomeno e detta le linee guida per utilizzare i fondi con Regione a Asl |
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23/04/2025 | Una 'pandemia silente' che interessa sempre più persone e che è molto diffusa in Italia e in particolare al sud. È il fenomeno dell'antimicrobicoresistenza che scaturisce da un uso non appropriato di antibiotici o abuso di essi e che permette ai batteri di resistere alle terapie antibiotiche rappresentando una delle sfide sanitarie più difficili da affrontare. Secondo l'Aifa- l'Agenzia Italiana del Farmaco- l'abuso di tali medicinali aumenta soprattutto nei mesi invernali e vede il loro utilizzo in maniera impropria contro i virus di natura influenzale che andrebbero invece trattati con altra tipologia farmacologica. Microorganismi come Escherichiacoli, Streptococco, Enterococco, Klebsiella diventano batteri imbattibili difronte ad un organismo che ha abusato nel tempo di antibiotici e che finisce per non poter essere curato. Per tentare di ovviare al fenomeno in Italia è stato avviato il Piano Nazionale di Contrasto all’Antimicrobico-Resistenza (PNCAR) che, con un approccio one-health, controlla i consumi di antibiotici in ambito umano e in ambito veterinario, monitora la diffusione di microrganismi resistenti e mette in correlazione i consumi di antibiotici e le resistenze. Ad alimentare il fenomeno delle antibiotico-resistenze interviene anche l’uso eccessivo dei medicinali anti-acidi e degli inibitori della pompa protonica che possono alterare la flora microbica intestinale favorendo la selezione di germi multiresistenti. Sul fenomeno dell'antibiotico resistenza interviene Federfarma Basilicata, anche alla luce dello stanziamento di fondi da parte del Ministero della Salute per gli anni dal 2023 al 2025. Si tratta di fondi, 400mila euro per anno, che dovranno essere intercettati dalla Regione per mettere in campo azioni di contrasto all'uso smodato di antibiotici e quindi occorrerà, anche con il coinvolgimento delle farmacie lucane, attuare una serrata sorveglianza sia sul consumo degli antibiotici in campo umano che veterinario. Le farmacie, sono già preposte alle attività di controllo sull'aderenza terapeutica degli utenti, quindi ci sono già le basi per essere impiegati nel contrasto al fenomeno di abuso di antibiotici anche mediante campagne informative e di sensibilizzazione rivolte al cittadino. Inoltre, si dovrebbero allargare gli orizzonti relativi alle prestazioni e, in virtù anche di quelle che sono le 'farmacie dei servizi', garantire un progetto più ampio che possa consentire di effettuare un prelievo ematico con cui valutare i valori della Pcr, la Proteina C- reattiva che indica la presenza o meno di un'infiammazione ma determina anche l’efficacia di una terapia, oltre a permettere la distinzione tra un'infezione batterica ed una virale. Un esame dunque semplice ma che si rivelerebbe utile per ottimizzare la terapia antibiotica e quindi per dare in supporto certo e fondato ai medici di medicina generale e ai pediatri di libera scelta per garantire una appropriatezza prescrittiva della terapia antibiotica.
Diverso il discorso in campo veterinario e zootecnico in particolare, dove l'utilizzo degli antibiotici fa da contraltare essendo in netta diminuzione anche grazie ad un rigoroso sistema di tracciatura dei medicinali reso possibile dalla ricetta elettronica veterinaria e dall’applicazione di precise interventi coordinati dal Piano Nazionale di Contrasto all’Antimicrobico-resistenza che permettono l'uso appropriato degli antimicrobici e che danno indicazioni precise sulla scelta del farmaco da utilizzare, sulla dose e sulla durata della terapia sull'animale.
Per il Presidente di Federfarma Potenza Carlo Claps "sul fenomeno dell'antibioticoresiatenza il farmacista può svolgere un importante ruolo di informazione, controllo e supporto alla terapia prescritta dal medico, indagando sull’uso degli antibiotici e sulla conoscenza, da parte del cittadino delle cause che possono derivare dall'uso improprio degli antibiotici. Il cittadino però deve fare la sua parte seguendo le prescrizioni, evitando l’automedicazione e rispettando anche le più banali regole di prevenzione. Di contro, le istituzioni devono investire in programmi di sorveglianza e formazione".
Per il Presidente Regionale di Federfarma Basilicata Antonio Guerricchio, "è invece fondamentale una corretta gestione degli antibiotici, che spesse volte il cittadino utilizza perché li ha in casa ma lo fa senza consultare né il medico né il farmacista. L'uso improprio di questa tipologia di farmaco riduce l'efficacia delle terapie e porta l'organismo a ritrovarsi senza difese anche contro infezioni banali. I fondi che saranno destinati alla Basilicata dovranno essere intercettati mettendo in campo una vera sinergia tra istituzioni politiche, aziende sanitarie e farmacisti per poter ottenere risultati concreti nel contrasto al fenomeno dell'antibioticoresistenza". |
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