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| Rionero in Vulture: Gino Cecchettin presenta "Cara Giulia" e commuove studenti e famiglie |
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4/02/2025 | Il Campus dell’Istituto di Istruzione Superiore I.I.S. “Giustino Fortunato” di Rionero in Vulture (PZ) ha ospitato, nella serata di ieri, la presentazione del libro “Cara Giulia. Quello che ho imparato da mia figlia”, racconto intimo e potente scritto dal padre di Giulia Cecchettin, uccisa con 75 coltellate dall’ex fidanzato Filippo Turetta l’11 novembre 2023.
L’evento, promosso nell’ambito del Progetto lettura, ha rappresentato una preziosa occasione per oltre 500 tra studenti e genitori per approfondire i temi della violenza di genere, di femminicidi ed affettività, con un autorevole e qualificato parterre di relatori.
Seduti, infatti, accanto all’autore del libro Gino Cecchettin, il Prefetto di Potenza Michele Campanaro, il Sindaco di Rionero in Vulture (PZ) Mario Di Nitto e la Dirigente Scolastica Antonella Ruggeri.
A moderare il dibattito, Matilde D’Errico, regista, autrice e conduttrice televisiva conosciuta, tra le altre cose, per programmi come Amore criminale e Sopravvissute, che ha coinvolto l’autore in un autentico ed appassionato dialogo.
La platea ha accolto, in un silenzio pieno di attesa, le parole di Gino Cecchettin che, attraverso il racconto della vita di Giulia, ha stimolato una profonda riflessione su tematiche complesse e delicate.
Riflettori accesi, infatti, sull’importanza di vivere pienamente il presente, sulla libertà di scegliere, in ogni momento della vita, di non cedere al male, sull’inconsapevolezza di vivere in un mondo pieno di stereotipi di genere, sulla strisciante cultura del maschilismo di cui sono, spesso, intrisi canzoni, film, pubblicità e sugli effetti tragici e devastanti di una affettività quando è vissuta come possesso dell’altro.
L’autore ha, quindi, condiviso con i partecipanti alla serata le ragioni della scelta di intraprendere un percorso di testimonianza e divulgazione ed il momento esatto in cui ha compreso che Giulia non era più solo la sua Giulia, ma la Giulia di tutti. E così, all’esigenza di un padre di tenere in vita il ricordo della figlia, ha spiegato, si è saldato il desiderio di testimoniare l’ideale di una società fatta di persone che reagiscono positivamente alle difficoltà, che non si lasciano abbattere né sopraffare dalla negatività o, peggio ancora, dalla violenza.
Significativo, in questo senso, un passo del libro richiamato più volte durante l’incontro: “Ho scritto questo libro perché vorrei non succedesse ad altri. E se le mie domande e i miei pensieri dovessero salvare o aiutare anche una sola persona, avrei compiuto qualcosa di importante ed utile ogni vita ha un valore inestimabile. Che almeno ciò che è capitato a noi, serva a qualcosa, a qualcuno, agli altri”
Un clima di grande commozione e autenticità ha, poi, accompagnato le domande che gli studenti hanno voluto rivolgere direttamente al padre di Giulia: “Che idea si è fatto di noi giovani durante questi incontri? Il ricordo più bello con Giulia? Se Giulia potesse leggere il libro in quale parte riconoscerebbe più potentemente l’amore di suo padre? Come possiamo imparare ad accogliere i “no” e le sconfitte della? Ci sono stati momenti in cui ha pensato di lasciare la scrittura del libro”.
La platea dei presenti ha riservato particolare attenzione alle parole del Prefetto di Potenza Michele Campanaro che, ricordando l’importanza dell’impegno congiunto di tutte le agenzie educative per concorrere a gettare le basi di una vera rivoluzione culturale, si è soffermato sul Protocollo d’intesa sottoscritto ad inizio di quest’anno tra Ministero dell’Istruzione e del Merito e Fondazione Giulia Cecchettin, per dare il via ad un piano di iniziative volte a prevenire e contrastare la violenza contro le donne, a partire dalle scuole, prevedendo percorsi formativi e metodologie didattiche innovative rivolte al corpo studentesco, nonché la diffusione di best practices attraverso il ricorso alle testimonianze di giovani che hanno affrontato in modo corretto e positivo situazioni relazionali complesse.
“La recente sigla del Protocollo d’intesa testimonia la crescente attenzione sui temi dell’affermazione del rispetto verso le donne e della valorizzazione delle relazioni paritarie. Voglio ringraziare Gino Cecchettin che ha messo il dolore di un padre al servizio della comunità, per diffondere messaggi d’amore, di gioia e di speranza. E ringrazio anche la dirigente scolastica Antonella Ruggeri ed i professori di questo Istituto che, ancora una volta, confermano di essere educatori lungimiranti, sostenendo i ragazzi nel percorso educativo di crescita e sviluppo di una coscienza critica attraverso il confronto diretto con testimoni viventi, come in questa importante serata”, le parole del Prefetto Campanaro a fine incontro.
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