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Fotovoltaico flottante in aree protette: il no del WWF

16/01/2024

Il WWF, pur essendo da sempre in prima linea nel sostenere l’incremento delle energie rinnovabili, esprime
la propria neta contrarietà al fotovoltaico fotante negli specchi d’acqua compresi nelle aree protete,
unendosi al coro unanime di Associazioni ed Ent che hanno da subito manifestato il proprio dissenso ad un
provvedimento che rischia di comprometere il buono stato ecologico di aree naturali tutelate dalla
legislazione italiana ed Europea.
Pur recependo il contenuto della nota congiunta dell'Assessore Latronico e del Diretore Tricomi in cui
viene specifcato che “la pubblicazione delle citate istanze... è resa obbligatoria dall’art 4, comma 4-bis, del
decreto legge 39/2023, che per la Regione è obbligatorio pubblicare l’istanza, e che l’eventuale concessione
sarà priva di efeto fno al rilascio dell’abilitazione o dell’autorizzazione unica dell’impianto, le quali
potranno essere rilasciate solo ed esclusivamente dopo aver verifcato il rispeto delle norme in materia di
tutela dell’ambiente…”, contnuiamo a chiederci perché includere in tale elenco delle aree protete.
L'utlizzo del fotovoltaico fotante inizia ad essere piutosto difuso, ma principalmente a livello aziendale,
non certamente in aree naturali e tantomeno in quelle di rilevanza comunitaria. È certo che il fotovoltaico
possa essere incrementato, ma non mancano aree più idonee come capannoni nei nuclei industriali,
parcheggi di centri commerciali, tet di edifci pubblici, aree degradate e dismesse che potrebbero essere
utli in questo modo senza aggravio sulle aree naturali, oltretuto producendo l’energia dove serve di più,
riducendo la costruzione di nuovi cavidot (altri aspet da considerare).
Procedendo per assurdo, proviamo ad immaginare le possibili alterazioni ecosistemiche conseguent
all'istallazione di quest impiant. La maggiore o minore esposizione a raggi solari delle acque di un bacino
sicuramente produce delle alterazioni nelle acque che si trasformano in alterazioni della produzione di
element di microfauna e microfora che possono (e in che misura dovrebbe essere ragione di analisi
specifca) comportare variazioni nel regime alimentare di pesci e uccelli.
Prendendo ad esempio il caso del Lago di San Giuliano, Zona Speciale di Conservazione, AREA RAMSAR e
riserva Regionale, caraterizzata da equilibri naturali molto partcolari che garantscono la presenza di
habitat e nicchie ecologiche di specie vegetali ed animali rare, come ad esempio la lontra e il falco
pescatore, in molt casi protete a livello nazionale e comunitario. Si trata quindi in sostanza di un'area
proteta di grande valore che deve essere salvaguardata proprio da questo tpo di stravolgiment nel
rispeto delle normatve esistent.
Oltre agli efet lacustri peraltro, vanno poi considerat gli efet della realizzazione di cavidot, con scavi,
impat sulle falde e acustci, trasporto di terre di scavo, efet paesaggistci e tanto altro ancora.
E' lapalissiano aggiungere che la Basilicata in quanto a produzione di energia, ha già sacrifcato molte part
del suo territorio, e che sono ancora in fase di studio e discussione gli impat che tale “impegno” comporta
sull'ambiente lucano, quello in cui vivono sia i citadini lucani che le specie protete, e la cui integrità è di
fondamentale importanza per il benessere di entrambi.
Concludiamo ribadendo che la Basilicata è una delle poche regioni virtuose, che produce più di quanto
consuma (il 30%) con una rilevante quota di energia prodota da font rinnovabili (87%), in prevalenza
eolico (60%), e che pur condividendo che efetvamente il fotovoltaico potrebbe essere incrementato, ciò
deve avvenire, come già deto, in aree idonee, non in aree protete, tantomeno in laghi limitrof ad aree
protete o connessi a bacini importantssimi come quelli del Sinni e del Bradano.
Delegazione Basilicata WWF Italia



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