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| Armento e San Chirico Raparo: danza e teatro per la riemersione di una storia |
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25/11/2022 | Prendono corpo le attività di Synthesis, il progetto dei comuni di Armento e San Chirico Raparo per i Piani integrati della cultura 2022 di Regione Basilicata, con la realizzazione del programma di performance di teatro e danza che, dalle migliori scene europee, vengono portate fin nel cuore della provincia del sud, alla ricerca di nuove radicalità per le produzioni culturali e di inedite opportunità di fruizione di altissima qualità anche per le cittadinanze più lontane dai centri economici.
Per l’occasione, l’attuatore Porta Cœli Foundation si è avvalso della collaborazione di Città delle 100 Scale Festival, festival potentino tra i migliori in Italia nel proprio ambito secondo il Ministero della Cultura. Le sue due tappe in trasferta per Synthesis coinvolgeranno due tra le più importanti giovani compagnie italiane: Fabrizio Favale / Le Supplici e Dewey Dell con due nuove produzioni del 2022.
Synthesis si prefigge lo scopo di adoperare le migliori risorse culturali per la riemersione della matrice italo-greca dei due paesi coinvolti, con particolare attenzione al monachesimo bizantino e alle figure di San Luca e San Vitale. Il programma per le arti performative si affianca a quello per la musica, già avviato sotto la cura di Pasquale Menchise, e a quello per la produzione di nuovo patrimonio culturale, con importanti e urgenti restauri, nuove aperture di spazi culturali e nuove produzioni artistiche contemporanee da lasciare a patrimonio sui territori.
Il 26 novembre 2022 l’appuntamento è ad Armento, Borgo Casale, ore 15.30, con una performance site specifc di Fabrizio Favale / Le Supplici dal titolo The Rose Alien Tour, Episodio 6 – Armento; mentre il 1 dicembre 2022, alle ore 18.30, è a San Chirico Raparo, presso l’Abbazia di Sant’Angelo al Monte Raparo, dove la compagnia Dewey Dell realizzerà, tra le prime repliche in assoluto, la nuova performance dal titolo I’ll do, I’ll do, I’ll do. Entrambe le performance, attraverso potenti esperienze estetiche, vogliono instaurare un dialogo serrato tra arti performative – teatro e danza – e luoghi di grande fascino ancora poco conosciuti della Basilicata: Borgo Casale, ad Armeno, già set del film “Alberi” di Michelangelo Frammartino, è un borgo semi abbandonato di grandissima suggestione; l’abbazia bizantina di Sant’Angelo al Monte Raparo, monumento nazionale da quasi un secolo, vede in questa occasione la sua prima apertura pubblica in assoluto per un evento cultuale dopo il lungo restauro che ha ricostruito volte e cupola.
La performance di Armento è un’ulteriore elaborazione di The Rose Alien tour, una performance itinerante pensata dal coreografo Fabrizio Favale. Il progetto consiste nel viaggio di un piccolo gruppo di danzatori a bordo di un minivan, comparendo in città e luoghi sconosciuti per un breve lasso di tempo senza modificare nulla, come pacifiche ed evanescenti creature aliene. La performance è un tentativo di entrare in risonanza con tutte quelle forme di esistenze diverse dalla nostra, con quelle presenze che appaiono ai nostri occhi come aliene, esistenti e non-esistenti allo stesso tempo. Presenze leggere ed evanescenti come quelle degli animali, forme mimetizzate, dove il confine fra il corpo e il circostante è sempre incerto. Sono intelligenze vegetali impossibili, come quelle che aggrediscono e ingentiliscono il borgo semi abbandonato. È lo straniero che è qui e altrove allo stesso tempo. È il diverso che non capiamo.
La performance di San Chirico Raparo di Dewey Dell fa riferimento ad antichi riti per il culto della fertilità della terra, di buon auspicio per la ripresa della fruibilità dell’abbazia di ascendenza bizantina. Dietro all’immagine di quello che sembra un sabba, antropofago, magico e violento, si rivela un culto estatico dominato da una misteriosa dea notturna dai molti nomi. Se la possessione viene spesso considerata come la visita di un’entità divina tra gli esseri umani, l’estasi al contrario è un viaggio di ascesa celeste o di discesa infernale dell’anima umana fuori dal corpo. La performance vede impegnata parte della famiglia Castellucci, tra le più importanti del teatro italiano ed europeo: la coreografia e l’interpretazione sono di Teodora Castellucci, assistente alla coreografia e produzione è Agata Castellucci, mentre la musica originale è di Demetrio Castellucci, Vito Matera al disegno delle luci.
«La scelta delle performance e degli artisti – hanno ribadito i curatori degli eventi Francesco Scaringi e Giuseppe Biscaglia, direttori del Città delle 100 Scale Festival – corrisponde al concept del progetto di Synthesis, che vuole fate interagire i luoghi con una storia ricca di intrecci, di popolazioni, di culture diverse con una particolare attenzione con l’arte e i linguaggi espressivi contemporanei».
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