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| Cersosimo: prosegue la rassegna estiva tra musica, cucina, libri e mostre |
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6/08/2022 | A Cersosimo continua la rassegna estiva tra musica, cucina, libri, mostre di pittura, passeggiate tra la natura e i miti, legati alla storia locale, dagli antichi popoli Lucani, al monastero di Santa Maria di Kirzosimo. Il poeta dialettale Raffaele Carlomagno, alla presenza del sindaco Domenica Paglia, del vicesindaco Enrico Calà e dell’assessore Adolfo Cuccaro , che ha presentato l’incontro e coadiuvato i lavori, ha parlato del suo ultimo lavoro, “Mënërigghjë”. Prezioso l’interloquire con il filosofo Filippo Gazzaneo e il pubblico attento, che ha riempito la sala “Angela Ferrara”. “La lingua è fonte privilegiata di un popolo – ha sottolineato Cuccaro- a maggior ragione il dialetto, i nostri dialetti, testimoni indelebili di un idioma insostituibile, che solo grazie a studiosi come Raffaele Carlomagno, si mantiene in vita un idioma unico, raro, carico di tratti linguistici che esprimono la cultura locale”. Una poesia dal sapore barocco dove cielo e terra si incontrano, dove religiosità e spiritualità plasmano la terra nella sua essenza. Secondo Gazzaneo, filosofo, scrittore e poeta, quella di Carlomagno è una poesia “ terragna”, resistente, che non si adatta, che non rischia l’esistenza convessa di una resilienza gridata e stereotipata, per certi versi dannosa per l’umanità. Carlomagno parla delle sue origini cersosimesi, si emoziona, pensando al passato, ai nonni, alle rughe, segno distintivo di sacrifici, lavoro ed ispirazione, un libro di sapienze arcaiche che racconta l’essenza di una cultura a torto considerata subalterna. Una scelta consapevole la scrittura in dialetto nojese, l’unico modo per raccontare sentimenti intimi, mai ostentati, preservando quelle briciole di vita quotidiana tramandate attraverso un filo di voce, di uomini e donne che tanto si sono sacrificati, per lo più all’ombra della storia. Subito dopo, ha fatto bella mostra la pittura del maestro Vincenzo Trupo, in arte Janco, “genuina, scevra di filtri ragionati, per alcuni tratti istintiva e ancestrale. Adolfo Cuccaro vede così l’arte dell’artista dalle origini cersosimesi. Un artista che mette in risalto i tratti psicologici: volti pensierosi, immersi nelle contraddizioni della tempo e dello spazio, o di storie che toccano profondamente anime sospese sul filo sottile dell’esistenza. Creazioni realizzare per se stesso, racconta il pittore, lontano volutamente dalle gallerie, dai giudizi di chi l’arte la “critica”, un’arte intima, essenziale che racconta l’essenziale, il mondo attraverso gli occhi di un animo sensibile alle vicissitudini del mondo. La sera, in Piazza Unità, la ”Brigata Fra Diavolo” ha raccontato la Lucania con musica, canti e parole. Questa mattina, alle prime luci, passeggiata tra gli antichi tratturi e le serre, sino all’area archeologica, in località “Castello”. Turismo creativo e lento, dove le sensazioni hanno avuto il tempo di prendere i partecipanti per mano ed accompagnarli ad incontrare le radici della propria esistenza, mettendoli faccia a faccia con la natura, madre degli uomini e del tempo.
Vincenzo Diego |
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