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A Castronuovo di Sant'Andrea la Via Crucis di Spedicato e la tovaglia d’altare di Tricarico

27/03/2021

Venerdì 2 aprile 2021, alle ore 17.30 e alle ore 23.00, lungo le vie di Castronuovo Sant’Andrea, verrà ricostruito il doloroso percorso di Cristo verso la crocifissione sul Golgota attraverso l'arte contemporanea. L’iniziativa è a cura della Pro Loco, antesignana dell’evento fin dai primi anni Ottanta, del MIG. Museo Internazionale della Grafica - Biblioteca Comunale “Alessandro Appella” - Atelier “Guido Strazza” - Museo Internazionale del Presepio “Vanni Scheiwiller” - Museo della Vita e delle Opere di Sant'Andrea Avellino e della Parrocchia S. Maria della Neve.
Si rinnova così, come ogni anno in occasione delle festività pasquali, l’incontro tra arte e fede: un artista contemporaneo interpreta la sequenza murale della via dolorosa percorsa da Gesù, entrando con intensa partecipazione nell’arcaica processione che ha da sempre contraddistinto il fervore religioso di Castronuovo e che ha il suo momento più emozionante nell’incontro del Figlio morto con la Madre, rappresentato dalle due statue in cartapesta del XVIII secolo. Inoltre, altrettanto emblematica è la processione notturna, ab origine riservata alla partecipazione e, dunque, alla manifestazione della sola devozione maschile. Solo che quest’anno, per le note vicende, il rito secolare verrà proposto attraverso web e social network (Sito, Facebook, whatsApp, Instagram e Twitter). Anche se le opere verranno dislocate nei vari punti del paese, nel tragitto Chiesa Madre-Golgota, in modo che durante la giornate possano essere ammirate dai passanti.
Per il 2021, dopo Fazzini, Melotti, Strazza, Dal Molin Ferenzona, Masi, Ricci, Lorenzetti, Cerone, Santoro, Pirozzi, Scorcelletti, Pulsoni, Guida, Masini, Timossi, Martinelli, Janich,Gaetaniello, Giuliani, Bruno Conte, Luigi Teodosi e tanti altri, è Salvatore Spedicato a tradurre in un linguaggio singolare, fatto di immagini propositive, i momenti drammatici della Passione di Cristo.
Le 14 Stazioni si sviluppano in 14 terrecotte dove antico e contemporaneo si incontrano e si scontrano per farsi linguaggio personale nell’interpretazione della Via Dolorosa. L’evidenza costante della croce nelle 14 stazioni segna con forza il percorso suggestivo e doloroso di Cristo verso la crocifissione e resurrezione. Scrive Spedicato: “La meditazione sugli immani patimenti di Gesù, dal pretorio di Pilato al luogo del Cranio, mi ha aiutato in modo particolare a raffigurare le quattordici stazioni di quella Via Crucis per una nuova chiesa di Lecce.
Da quel lavoro derivano le quattordici formelle per Castronuovo, ridimensionate ma certamente concise ed essenziali. Non ho rinunciato all’idea di renderle di facile lettura, con semplicità compositiva e con l’intensità espressiva che le connota.
Fra naturalismo e astrattismo, componenti stilistiche e poetiche riconosciutemi nel corso degli anni, in questa sacra narrazione plastica prevale in effetti la mia, connaturata, dimensione classica.
A rilievo medio, le formelle, in terracotta, sono state trattate con vernice trasparente senza evidentemente snaturarne la materia. Ciascuna di esse misura circa cm. 40x40. Nella figura del Cireneo, V stazione, è riconoscibile la fisionomia di san Padre Pio”.

Il culto pasquale e l’arte non esauriscono il loro incontro nel solo giorno del Venerdì Santo, ma raggiungono la loro massima espressività nella Santa Messa di Pasqua. Domenica 4 aprile 2021, alle ore 11:30, nella Chiesa Madre di Santa Maria della Neve di Castronuovo Sant’Andrea, una inedita tovaglia d’altare, appositamente realizzata da Nino Tricarico, andrà ad impreziosire la solennità del giorno della Resurrezione di Gesù. L'iniziativa, avviata nel 2014 con la tovaglia d'altare di Maria Lai, seguita da quelle di Guido Strazza, Claudio Palmieri, Giulia Napoleone, Roberto Almagno, Ernesto Porcari, Anna Addamiano, si ripete anche quest'anno, grazie al coinvolgimento di Nino Tricarico che, col titolo “Fede e natura”, attraverso l’acrilico, l’ostia, le spighe di grano e l’erba “Capelli della Madonna” affronta il tema sacro. Scrive: “I misteri della fede, Dio li notifica all’uomo, che a sua volta, può solo accettarli o rifiutarli, privilegio dell’uomo che nessuno può negare. L’ostia Sacramentale celebra il mistero della fede che non va studiata con razionalità come la matematica, l’astrologia, i venti, il mare e le sue creature, ma come realtà divina, rivelata. Essa arriva all’uomo non attraverso la ragione ma è notificata: è il vero rivelato.
In quest’opera il racconto del Verbo incarnato, il più sconvolgente e inspiegabile tra i misteri. Il senso della sua sacralità è racchiuso tutto nella parte centrale. La reincarnazione di Cristo con l’ostia posta in alto sulla luce gialla. Le tre spighe al posto dei tre chiodi della crocefissione che ricordano la parabola del chicco di grano che muore nella terra, per dare vita ad una moltitudine. La cascata di fili d’erba bianchi Capelli della Madonna. Ai lati, due paesaggi primaverili ricchi di germogli pronti a donarsi. In alto del paesaggio di sinistra, uno strappo a forma di finestra che apre all’infinitezza”.





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