Intervista a Tuzio, cantautore lucano. 'Scrivo per avere il lusso di essere altrove''
17/05/2020
Andrea Tuzio è un cantautore lucano, senisese d’origine, ha quasi 38 anni e vive a Firenze.
Se volete cercare i suoi brani in rete digitate solo ‘Tuzio’, il suo nome d’arte, scelto perché, dice, ‘ho bisogno di una casa e la mia casa è la mia storia, dove sono nato, la mia famiglia. Io sono ‘’un Tuzio’’e mi piace come sono stato cresciuto, è partito tutto da lì’’.
La musica fa parte del suo percorso praticamente da sempre ma da qualche anno ha deciso di farla diventare qualcosa in più di una passione e basta. E così sono nati brani come ‘Napoleone è morto’, ‘Discarica di guai’ e ‘La ballata del west’, quest’ultima raccontata anche nel suo primo videoclip, (che vi proponiamo di seguito) girato in una suggestiva località in provincia di Lucca.
Ho sentito Andrea telefonicamente, per parlare di lui, della sua musica e dei suoi progetti.
‘’Sono cresciuto con la musica che ascoltava mio padre- racconta- a cominciare dai grandi cantautori italiani: De Andrè, Tenco, Battiato, Dalla. Poi, crescendo, ho cominciato ad ascoltare soprattutto la musica rock degli anni Settanta. Amo poco la musica anni Ottanta, mi piacciono molto i brani che abbiano un testo non necessariamente complicato ma che dica qualcosa. Insomma, non mi piacciono i ritornelli facili anche se poi sono quelli che ti restano in mente subito’’.
Quando hai capito che la musica poteva essere, per te, qualcosa di più?
Che la musica potesse diventare una prospettiva di lavoro oltre che una passione è sempre stata una necessità in incubazione anche se la mia prima esigenza , quando sono andato via di casa, era quella di mettermi alla prova e vivere in maniera indipendente, dedicandomi più al lavoro. Diventare grande, insomma. La musica mi ha sempre accompagnato, ho sempre coltivato questa passione, ma all’inizio la vedevo solo come tale. Ho avuto la fortuna di avere genitori che mi hanno fatto studiare pianoforte da piccolo e la musica ha sempre fatto parte di me, ho sempre scritto canzoni. Da un paio d’anni ho cominciato a fare sul serio. Ho un’etichetta, che è la Bumper Muz di Firenze, con cui ho prodotto 4 canzoni, il mio manager è Gianmarco Colzi che mi piace nominare perché è un artista con una bellissima storia musicale e collaborazioni importanti, dai Litfiba ad Antonacci e tanti altri. Con lui e con la Bumper Muz abbiamo tanti progetti, di altri singoli, forse anche un album. Una nota dolente è il discorso dei live che, naturalmente, in questi mesi di emergenza Covid sono stati congelati.
Come nascono le tue canzoni?
Quando inizio a scrivere una canzone non so mai, all’inizio, dove posso andare a finire. Dico sempre che comincio a scrivere per poter avere il lusso di essere altrove. Scrivo quello che sento e, soprattutto, quello che vedo e a volte anche quando parlo in un brano in prima persona non è detto che quella storia appartenga a me direttamente ma è come se io mi facessi portavoce di qualcosa che ho visto. E, al contrario, posso parlare di un mio vissuto raccontandolo in terza persona. Questo perché siamo simili ai nostri simili, le emozioni ci accomunano.
Qual è il rapporto con le origini, con la tua terra?
Ovviamente sono legato alle mie origini e mi considero privilegiato per essere nato e cresciuto in un piccolo paese; spero di tornare a Senise e in Basilicata appena sarà consentito da decreto (quindi, già dopo il 3 giugno). Ma, in generale, mi sento cittadino del mondo perché andando via acquisisci una identità che si forma grazie ai luoghi in cui vivi, alle persone che incontri, alle esperienze che fai.
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