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| Befana in campagna, si rinnova la tradizione delle comunità rurali |
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4/01/2020 | L’Epifania in campagna è uno dei più classici appuntamenti degli agriturismi del circuito Turismo Verde-Cia e rappresenta per i titolari delle aziende agrituristiche lucane un’occasione per riproporre la tradizione contadina dell’Epifania con un’attenzione particolare ai piatti tipici locali. Un’occasione per far trovare nelle calze della Befana appese al camino di ingresso dell’azienda ai bambini giocattoli di legno di un tempo e ai più grandi il salame e la torta al sanguinaccio. I menù tipici sono soprattutto a base di pasta fatta in casa e sugo di salsiccia, agnello alla brace, il “sanguinaccio” e dolci della famiglia. In alcune aziende si prepara anche il cinghiale al sugo e le zuppe di fagioli con cotiche di maiale. La Befana continua ad essere un argomento sconosciuto per gran parte dei lucani. L’origine della “vecchietta” è da ricondurre ad alcuni riti propiziatori pagani: gli antichi credevano che nelle prime dodici notti dell’anno, fantastiche figure femminili volassero sui campi appena seminati per propiziare i raccolti futuri. C’è chi sostiene che sia vecchia e brutta perché rappresenta la natura ormai spoglia che poi rinascerà e chi ne fa l’immagine dell’anno ormai consunto che porta il nuovo e poi svanisce. Il suo terribile aspetto, rappresentazione di tutte le passate pene, assume cosi’ una funzione apotropaica e lei diventa figura sacrificale. E a questo puo’ ricollegarsi l’usanza di bruciarla. Senza “scomodare” gli antropologi è soprattutto una delle più antiche feste contadine che in alcune aree rurali lucane è ancora vissuta con uno spirito tradizionale. Nella piattaforma online dedicata al progetto nazionale “Il Paese che Vogliamo”, c'è un pezzo del “Paese che vogliamo” che in Basilicata significa tenere vive le tradizioni della cultura rurale. Di qui l’impegno della Cia a rilanciare l’attività di l’Associazione Basilicata Rurale secondo cui le radici di una popolazione debbono essere sempre coltivate e mantenute vive, perché non inaridiscano, perché non ci si dimentichi della cultura e delle tradizioni. Un contenitore per colmare la grave lacuna che si registra nell’associazionismo della cultura popolare contadina.
L’associazione Basilicata Rurale rappresenta in particolare per i giovani uno strumento capace di accompagnarci verso il mondo della rappresentanza e dell’impresa. Solo conoscendo il nostro passato possiamo proiettarci verso il futuro. Oltre al ruolo culturale e di “memoria” storica che riveste, l’associazione è anche un serio strumento di animazione e aggregazione, capace di approfondire tematiche e svolgere attività di sostegno alle comunità rurali. L’obiettivo è studiare quelle che sono le “nuove” agricolture, per proiettare i giovani verso un modello di Sviluppo Rurale moderno. Una vera “officina delle idee”, che vanta “maestri” di rilievo, protagonisti nella nostra regione. Naturalmente la capacità deve essere anche quella di “aprirsi” al territorio, con seminari, tavoli di lavoro, pubblicazioni, studi ecc. ed è su questo che oggi si sta lavorando “a ritmi accelerati”, coscienti che il futuro della nostra regione può ripartire solo puntando su un’agricoltura che si apre a nuovi settori e nuovi soggetti. Noi continuiamo a sostenere che l’agricoltura lucana è bioresistente.
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