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Milano festeggia i 55 anni della Fondazione Perini

23/10/2017

E' stata la Sala Alessi, la più prestigiosa di Palazzo Marino, sede del Comune, ad ospitare e fare da degna cornice alla celebrazione del 55° anniversario della Fondazione Carlo Perini. Non senso un motivo. La Sala Alessi, un gioiello architettonico, è quella dedicata agli avvenimenti nazionali ed internazionali più importanti per la Città. E avvenimento più importante di questo non poteva non toccare Milano, in questi giorni, come degno onore che non si poteva non riservare ad Antonio Iosa, il fondatore storico del Circolo Perini, avvenuto nel lontano 1962, nel quartiere Quarto Oggiaro Vialba.
Amici , soci e politici hanno riempito il capiente locale per rendere omaggio ad un personaggio, venuto dalla Puglia, che dell'impegno politico e sociale ha fatto precisa ragione della sua vita, vissuta in una realtà difficile, dove un quartiere intero era stato appena costruito per accogliere i meridionali, i "terroni" che vi arrivavano a vagonate e a cui bisognava dare una degna sistemazione ed un lavoro , che, per la verità, non era difficile trovare. Bisognava aiutare migliaia di "forestieri" in cerca di fortuna in un ambiente assai diverso e, in un certo senso, anche ostile, come avviene nella storia dell'immigrazione.

Famiglie intere dovevano abituarsi alla Milano in fermento del boom economico e che accoglieva tutti con il classico "coeur in man", come avviene ancora oggi, anche se in condizioni diverse.
Antonio Iosa, c'era in mezzo a quella varia umanità, che aveva bisogno anche di recepire una nuova cultura, usufruire anche loro degli stessi privilegi dei signori del centro. Quanta pazienza, quanta fatica, quante ostilità, anche da parte delle Istituzioni, della stessa Milano, che provava un sottile disagio verso un fenomeno nuovo che, tuttavia, ha saputo capire e risolvere nel migliore dei modi.

Quest'uomo , anche lui del Sud, dal Tavoliere, venuto con tante speranze nel cuore, ha voluto dedicare gran parte della sua vita a quella dei più bisognosi, dei più deboli, senza mai perdere d'occhio di quanto avveniva nel mondo politico. Questo, infatti, proponeva cambiamenti che bisognava prima capire e poi spiegare agli altri. Iosa ha pagato molto caro gli anni di piombo: botte dai neofascisti e, addirittura, pallottole delle brigate rosse , quei figli che sbagliavano secondo il PCI. Da allora, poverino, ha subito continui interventi chirurgici , che non gli restituiscono, tuttavia, la vecchia buona salute.
Iosa non sarebbe stato più solo, ma volontari, abitanti e giovani del quartiere cominciavano a capire il suo immane lavoro e le stesse istituzioni gli riconoscevano , via via, meriti speciali. Ora, il Circolo è diventato Fondazione Carlo Perini, ricevendo l'adesione di uomini di cultura, di Scienza, del mondo Accademico e politico. Tra i suoi maggiori collaboratori ci sono Antonio Barbalinardo, ora vice presidente, Antonio Palazzo,segretario, come lo era stato il compianto Severino Gargano.
Questa storia, una bella storia, Iosa l'ha ricordata ad inizio dei lavori, in una conferenza , introdotta da Antonio Barbalinardo e moderata da Gianni Barbacetto, cui hanno partecipato, Lamberto Bertolè, Gherardo Colombo, Nando Dalla Chiesa, Filippo Del Corno, Manuele Sammarco, Giulio Gallera, Fabio Pizzul, Rosario Pantaleo, Domenico Pulitanò, Michele Saponara, Monsignor Pier Giorgio Perini, Simone Zambelli, Carmine Ferraro, Marco Granelli.
Per l'occasione è stato edito dalla Fondazione un magnifico libro, scritto a quattro mani dallo stesso Iosa e dal vicepresidente Antonio Barbalinardo.
La manifestazione di affetto e di stima che è stata riservata al presidente Iosa, in modo particolare e a tutti i suoi più stretti collaboratori, da parte di tutti i presenti, è stata davvero impressionante e molto commovente, come del resto un vecchio lucano-milanese meritava.

Giovanni Labanca
(foto Antonio Palazzo)



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