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| Matera:Giornata mondiale del servizio sociale |
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18/03/2019 | Matera, venerdì 22 marzo 2019 alle ore 10.00, l’Ordine Assistenti Sociali della Basilicata in collaborazione con l’Ordine Nazionale e la Fondazione Nazionale Assistenti Sociali terrà la Giornata Mondiale del Servizio Sociale (Work Social Work Day) presso il Palazzo Viceconte.
Si tratta di un importante appuntamento perché l’evento ha una risonanza internazionale, rappresenta l’occasione per promuovere in ogni Stato un momento di condivisione e di riflessione sulle molteplici dimensioni che vedono impegnato il Servizio Sociale nel contribuire allo sviluppo delle persone e della comunità secondo i principi e i valori su cui si orienta la professione.
Ciascun Paese dovrà produrre un documento che contiene le istanze da sottoporre al Governo.
E’ stata scelta Matera, Capitale Europea della Cultura 2019, che per la prima volta ospiterà tutti gli Ordini Regionali d’Italia, il Segretario di Stato per i Servizi Sociali del Governo Spagnolo, la Presidente International Association of School of Social Work, Associazioni e Società Nazionali di Servizio Sociale, Sindacato di categoria, lo ha reso noto Luisa Comitino, Presidente dell’Ordine della Basilicata.
L’iniziativa vedrà il coinvolgimento di studiosi nazionali ed internazionali, autorità regionali che arricchiranno il dibattito sul tema “Promuovere l’importanza delle relazioni umane” tematica, in linea con l’Agenda Globale per lo sviluppo sostenibile definita ad Hong Kong dagli Stati Membri delle Nazioni Unite, che comprende obiettivi da raggiungere entro il 2030.
Una sfida per il Mondo, l’Europa, l’Italia.
In tale occasione si evidenzierà il ruolo rilevante e decisivo che svolge l’Assistente Sociale, nel contesto sociale, culturale ed economico del Paese, per promuovere l’importanza di costruire politiche e buone pratiche che possano riconoscere, assicurare ed accrescere le relazioni umane, indirizzate a sostenere e garantire lo sviluppo di una comunità pacifica, solidale, giusta e inclusiva dove le persone riconoscono e possono esprimere quei diritti fondamentali, universalmente dichiarati e spesso, purtroppo, disattesi.
Il professionista Assistente Sociale nel suo lavoro non può non utilizzare la relazione umana, in qualità di agente di cambiamento, crea legami che rappresentano una condizione per avviare un processo di aiuto condiviso interagendo con i servizi assicurati dall’Ente Locale, dall’Azienda Sanitaria e da altre Istituzioni.
ll Servizio sociale è una professione che promuove il cambiamento sociale e lo sviluppo, la coesione sociale, l’emancipazione e la liberazione delle persone.
Principi di giustizia sociale, diritti umani, responsabilità collettiva e il rispetto delle diversità sono fondamentali per il lavoro sociale.
Oggi, consapevoli dell’attuale contesto di grave crisi che ha aumentato le ingiustizie, ha generato nuove povertà, prodotto emarginazione e solitudine che colpisce la sfera sociale economica e delle relazioni, in molti casi anche condizioni di mancato rispetto se non di negazione dei diritti delle persone, della difficile situazione che attraversa anche la nostra Regione e della necessità di rendere sostenibile il sistema di Welfare ribadiamo, sottolinea Luisa Comitino, che la crisi non può rappresentare una giustificazione per negare i diritti e i Servizi sociali fondamentali.
C’è bisogno di rafforzare e sostenere adeguate politiche sociali attivando le risorse necessarie: strutturali, strumentali, umane e professionali.
Gli Assistenti Sociali della Regione Basilicata sono 500, ma solo poco più della metà lavora.
L’auspicio inderogabile è che possano presto essere protagonisti di un nuovo Welfare per superare anche la disomogeneità che si registra da Nord a Sud del Paese se si vuole gestire al meglio i Servizi sociali e interventi derivanti ad esempio dal reddito di cittadinanza, di inclusione, di sostegno per i minori in situazioni di disagio, di sostegno alle donne in difficoltà, interventi per la piena integrazione delle persone disabili, integrazione degli interventi sociali e sociosanitari, sviluppo della domiciliarità e deistituzionalizzazione… solo per citarne alcuni.
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