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| Metaponto: presentazione de Le duc de Luynes et la découverte de la Grande Grèce |
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31/01/2019 | Le duc de Luynes et la découverte de la Grande Grèce è il titolo del libro scritto da Francesca Silvestrelli, docente di archeologica classica dell’Università degli Studi del Salento, che verrà presentato, Domenica 3 febbraio 2019 alle ore 17.00, nel Museo Archeologico Nazionale di Metaponto (via Dinu Adamesteanu, 21).
All’iniziativa, promossa dal Polo Museale della Basilicata nell’ambito degli appuntamenti di Matera - Basilicata Capitale Europea della Cultura 2019, interverranno, oltre all’autrice, la direttrice del Polo Marta Ragozzino e l’archeologo del Polo museale Savino Gallo.
Il testo narra le vicende di Honoré d'Albert, duca di Luynes (1802-1867) e le sue prime esperienze archeologiche in Magna Grecia, focalizzando l’attenzione sui primi decenni dell’Ottocento, caratterizzati da una crescente attenzione nei confronti di una regione, la cui storia, documentata dalle fonti, inizia ad attirare viaggiatori e studiosi da tutt’Europa.
Tra questi il giovane Honoré d'Albert, destinato a diventare uno dei personaggi più influenti della vita culturale francese e protagonista di una intensa attività di studio, esplorazione e mecenatismo che culminerà, nel 1862, con la donazione della sua straordinaria collezione al Cabinet des Médailles di Parigi.
Nel 1825 e nel 1828 il duca si reca due volte lungo la costa ionica dell’Italia meridionale - parte del Regno di Napoli fino ad allora solo raramente percorsa dai viaggiatori - alla scoperta dell’architettura e della topografia delle colonie della Magna Grecia.
I viaggi sono l’occasione per due importanti scavi, condotti prima a Locri, poi, a Metaponto. Quest’ultimo scavo diventa determinante per la conoscenza del luogo: i materiali architettonici rinvenuti da Luynes nel Santuario di Apollo Licio vengono in seguito trasferiti a Parigi.
I risultati delle sue ricerche contribuiscono ad accendere l’interesse sugli edifici di ordine dorico della colonia. Ma furono soprattutto le scoperte di terracotte architettoniche con tracce di colore ad avere grande eco, facendo entrare a pieno titolo lo studioso nel dibattito relativo alla policromia nell’architettura greca.
Il libro della Silvestrelli racconta gli anni della formazione del duca de Luynes, segnati dalla sua partecipazione al progetto per la creazione del Museo Charles X e dall’adesione all’Istituto di Corrispondenza Archeologica, mettendo in luce il filo rosso che ne percorre l’intera esistenza.
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