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| SYNTPLASM, la ricerca che mette al centro la sicurezza delle comunità montane. Partecipa anche tu |
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15/10/2026 | Prevenire l’isolamento delle comunità montane durante le emergenze e migliorare la capacità dei territori di affrontare eventi calamitosi simultanei: è questo l’obiettivo di SYNTPLASM, il framework di ricerca ideato e promosso dalla dott.ssa Teresa Tufaro, ingegnere e ricercatrice dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), presso la sede di L’Aquila.
Nato ufficialmente nel 2025, il progetto si sviluppa attraverso un approccio libero e indipendente, sostenuto da un team multidisciplinare composto da due geologhe dell’INGV, una geologa ENI, una sociologa, un vigile del fuoco e dalla stessa ideatrice. L’obiettivo è affrontare una delle questioni più urgenti per i territori montani: la gestione del multi-rischio, ovvero la possibile combinazione di terremoti, frane, incendi, alluvioni ed eventi legati ai cambiamenti climatici.
In situazioni di emergenza, infatti, i piccoli comuni possono ritrovarsi isolati, con strade interrotte, collegamenti difficili e linee telefoniche non funzionanti. Condizioni che possono aggravare le conseguenze degli eventi naturali e rendere più complicati i soccorsi, soprattutto nei territori caratterizzati da fragilità infrastrutturali e sociali.
SYNTPLASM punta a superare i tradizionali approcci alla valutazione del rischio, integrando la vulnerabilità strutturale con quella sociale legata all’isolamento delle comunità.
Il modello non si limita quindi all’analisi dei dati scientifici e degli eventi passati, ma intende considerare anche l’esperienza delle persone che vivono quotidianamente nei territori interessati. La sicurezza di una comunità, in questa prospettiva, dipende non soltanto dalla solidità degli edifici e delle infrastrutture, ma anche dalla possibilità di comunicare, ricevere aiuto e mantenere i collegamenti con l’esterno durante una crisi.
Per raggiungere questo obiettivo, il progetto si affida alla Citizen Science, la scienza partecipata, coinvolgendo direttamente i cittadini nella raccolta di informazioni utili alla validazione del modello.
Le testimonianze della popolazione potranno contribuire a calibrare i pesi statistici del codice di calcolo e a rendere le simulazioni numeriche più aderenti alle condizioni reali dei territori. L’ambizione è trasformare la ricerca in uno strumento operativo, capace di supportare la prevenzione e la pianificazione delle emergenze a beneficio delle comunità più esposte.
Le radici del progetto risalgono all’agosto 2024, quando Teresa Tufaro tenne personalmente a Terranova di Pollino, in provincia di Potenza, un seminario tecnico-divulgativo dedicato ai terremoti. Un’iniziativa che ha rappresentato una delle prime occasioni di confronto e riflessione da cui ha preso forma l’idea alla base di SYNTPLASM.
Un percorso che, dalla divulgazione scientifica sul territorio, si è progressivamente sviluppato in un progetto di ricerca strutturato.
Il framework ha inoltre ottenuto un importante riconoscimento internazionale: è stato accettato da una delle principali società scientifiche internazionali nel campo delle Scienze della Terra. A dicembre, la ricercatrice avrà l’opportunità di presentare il progetto alla comunità scientifica internazionale negli Stati Uniti, portando l’attenzione sul tema della sicurezza e della resilienza delle montagne italiane.
I risultati scientifici a supporto del modello sono attualmente in fase di sviluppo e comprendono numerose simulazioni numeriche avanzate. Parallelamente, la raccolta di dati sul campo rappresenta un passaggio essenziale per verificare la capacità del framework di descrivere le vulnerabilità effettive delle comunità.
Oltre 432 questionari in una settimana: la voce dei cittadini è fondamentale
Uno dei primi segnali incoraggianti arriva proprio dalla partecipazione della popolazione. In una sola settimana, attraverso il passaparola e senza investimenti economici in campagne promozionali, sono stati raccolti oltre 432 questionari compilati dai cittadini.
Un risultato che evidenzia l’interesse verso un tema concreto: capire quanto i territori siano preparati ad affrontare emergenze multiple e quali difficoltà possano incontrare le persone in caso di interruzione delle vie di comunicazione e dei servizi essenziali.
Adesso l’obiettivo è ampliare ulteriormente la partecipazione, anche attraverso il sostegno dei mezzi di informazione, così da raccogliere una base di dati più ampia e contribuire alla validazione delle simulazioni prima della presentazione internazionale del progetto.
La campagna di raccolta delle risposte proseguirà anche dopo il rientro dagli Stati Uniti, con l’intento di coinvolgere un numero sempre maggiore di cittadini e territori.
Come partecipare alla ricerca
Per contribuire allo sviluppo di SYNTPLASM, i cittadini sono invitati a compilare e condividere il questionario online. La compilazione è anonima, sicura e richiede circa cinque minuti.
Ogni risposta può offrire informazioni utili per comprendere meglio le fragilità locali e contribuire alla costruzione di uno strumento scientifico orientato alla prevenzione e alla protezione delle persone.
La ricerca parte da un principio fondamentale: dietro ogni simulazione numerica e ogni modello statistico ci sono comunità, famiglie e persone che devono poter contare su una maggiore sicurezza, soprattutto quando più emergenze si verificano contemporaneamente.
Coinvolgere direttamente chi vive le montagne significa, dunque, dare spazio a esperienze e conoscenze che possono fare la differenza nella pianificazione del futuro dei territori.
Per partecipare alla ricerca SYNTPLASM e compilare il questionario, è possibile collegarsi al seguente link:
🔗 https://syntplasm.netlify.app/ |
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