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Padri Trinitari: medici a confronto per parlare di Disturbi alimentari

19/09/2026

Operatori e professionisti hanno partecipato al convegno, organizzato dall’Ordine della Santissima Trinità, per affrontare il tema della presa in carico dei pazienti nel passaggio dall’adolescenza all’età adulta

La continuità della presa in carico nei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, nel delicato momento di passaggio che va dalla adolescenza all’età adulta, è stata al centro del convegno Ecm che si è tenuto oggi 19 settembre nella Domus dei Padri Trinitari di Bernalda. L’iniziativa è stata un’occasione di confronto tra professionisti provenienti da diverse realtà assistenziali, con la partecipazione di relatori di rilievo nazionale, per approfondire modelli organizzativi, esperienze cliniche e strategie condivise. L’obiettivo dell’evento, promosso dai Padri Trinitari di Venosa e Bernalda con il supporto di istituzioni e ordini professionali, è stato quello di suggerire ai circa 100 partecipanti, percorsi di cura sempre più integrati e continui. A moderare i lavori, Giovanna Maria Di Pede, medico psichiatra e Claudio Ciavatta, fisioterapista coordinatore. Numerosi e di prestigio i relatori, fra cui Raffaella Devescovi e Nunzia Lobefaro (mediche neuropsichiatre infantili), Umberto Nizzoli (psicologo clinico), Caterina Deodato (medico neuropsichiatra infantile), Leonardo Mendolicchio (medico psichiatra) e Rosa Trabace (psicologa psicoterapeuta).
I saluti iniziali sono stati affidati al direttore dei Centri di riabilitazione dei Padri Trinitari di Venosa e Bernalda, Vito Campanale. “Il convegno - ha evidenziato - è stato realizzato per focalizzare l’attenzione su un tema molto delicato e attuale, ovvero la continuità della presa in carico delle persone con disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, nella fase di passaggio dall’età evolutiva all’età adulta. Si tratta di un momento della vita molto delicato, in cui è fondamentale non interrompere il percorso terapeutico intrapreso. Come riuscirci? È possibile solo se si riesce a coordinare tra loro i servizi in maniera efficace. Come Padri Trinitari, da decenni - ha detto ancora Campanale - ci occupiamo di riabilitazione e crediamo molto nel lavoro di rete e nell'approccio multidisciplinare. Siamo allo stesso tempo convinti che gli utenti, le famiglie, le strutture e le istituzioni debbano dialogare tra di loro. L’iniziativa di Bernalda è stata l’occasione, per questi interlocutori, di potersi confrontare”.
Per Giovanna Maria Di Pede, medico psichiatra e responsabile scientifico del convegno, “l’esigenza di un confronto multidisciplinare è legata soprattutto alla carenza di piani di transizione per quanto riguarda la cura dei disturbi alimentari, poiché c'è una fascia di età che è quella che va dai 14 anni ai 25 anni circa, che fa molta difficoltà a proseguire le cure. Si tratta di persone che, provenendo da una situazione presa in carico nella neuropsichiatria infantile, diventando adulti si trovano a rientrare in un’altra fascia di assistenza. In alcune realtà, questa mancanza di collegamento si manifesta in modo rilevante. Ecco perché, è importante confrontarsi per individuare piani di cura adeguati ed efficienti”.
“È sicuramente necessario - ha sottolineato Rosa Trabace, psicologa psicoterapeuta e responsabile del Centro di riferimento regionale per la cura dei Disturbi alimentari dell’Asp a Chiaromonte - assicurare continuità di cura a pazienti in una particolare fascia di età che va dalla preadolescenza alla post-adolescenza. Nella nostra struttura, a Chiaromonte, che è punto di riferimento dell’Azienda sanitaria regionale, siamo pronti ad accogliere i pazienti non solo a livello ambulatoriale, ma anche in regime di residenzialità. I nostri assistiti vanno dai 12 ai 65 anni di età, soffrono di disturbi dell’alimentazione ed hanno necessità di essere curati con un approccio multidisciplinare. Quelle dell’alimentazione, è un tipo di disturbo che purtroppo si sta manifestando sempre di più, anche fra i minori, e che per questo merita tutta la nostra attenzione”.
Al convegno ha partecipato anche l’assessore regionale alla Salute e alle Politiche della Persona, Cosimo Latronico, il quale ha sottolineato che “il 40 per cento domanda sanitaria è influenzata dalla vita che si conduce e anche, in casi specifici, da una alimentazione non appropriata. La sostenibilità del sistema sanitario è importante e per mantenerla sono necessarie la prevenzione e la promozione di comportamenti virtuosi. Allo stesso tempo è fondamentale garantire una presa in carico dei pazienti nell’ambito di un sistema che si basi sulla multidisciplinarità. L’iniziativa dei Padri Trinitari è stata molto significativa, un momento di condivisione e di scambio di buone pratiche di grande valenza. La medicina deve diventare sempre di più territoriale, andare verso i bisogni delle persone, tendere alla prossimità ed essere preventiva e non difensiva”.



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