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VivaVerdi Multikulti: mercoledì 15 luglio 'I Fiori di Papavero'

13/07/2026

Mercoledì 15 luglio, alle 20.30 con replica alle 22 al chiostro delle Monacelle di Matera, la sezione Teatro in Musica di VivaVerdi Multikulti prosegue con I Fiori di Papavero. Storia del pittore della Cripta dei Centosanti, testo di Dario Carmentano e Grazia Lascaro per la regia di Angela De Gaetano (nella foto), che ne è anche unica interprete. Le musiche sono di Loredana Paolicelli, orchestrate da Gianluigi Borrelli con il Nucleo Theathrón Ensemble, i costumi sono di Stefano Cavalleri, la regia audio di Mirko Macina e le luci di Francesco Pompilio.

Una leggenda medievale tra Benevento e Matera

Lo spettacolo racconta una vicenda ambientata nell'Italia meridionale del IX secolo, negli anni delle invasioni barbariche, un'epopea drammatica, mistica e redentiva costruita intorno a un miracolo d'amore e d'arte. Sullo sfondo delle lotte tra duchi e principi per il potere e i territori si muovono le vite della duchessa di Benevento Romilda e di suo figlio Papavero. Romilda, donna fiera cresciuta nello spirito guerriero dei longobardi, viene rinchiusa in convento per volere di Radelchi, l'usurpatore che ha ucciso suo marito, e lì partorisce il bambino che le sarà subito strappato. Il piccolo, gettato da una rupe per ordine dello stesso Radelchi, viene salvato da un pastore e affidato ai frati benedettini, che lo chiamano Papavero per il colore dei suoi capelli rossi. Cresciuto sotto la guida del mentore Fra Mariano, perseguitato a sua volta da Radelchi, Papavero fugge dal convento e trova rifugio in una grotta usata come ricovero di pecore nei pressi di Matera. È qui che, tra una natura rigogliosa e la sua fede profonda, trova pace e redenzione, trasformando con la propria arte quel riparo in una delle chiese rupestri più straordinarie della città, la Cripta dei Cento Santi. Madre e figlio, separati fin dalla nascita, riusciranno infine a ricongiungersi attraverso un percorso che va oltre ogni narrazione immaginabile.

Le parole degli autori, un racconto sul territorio senza retorica folclorica

Dario Carmentano e Grazia Lascaro raccontano di aver concepito I Fiori di Papavero come uno scritto originale pensato per celebrare il territorio materano senza mai cedere a facili derive folcloristiche, affidando al codice espressivo della narrazione teatrale il compito di far emergere le singolarità del territorio stesso nel suo intimo legame con una storia millenaria. Nella scrittura del testo, spiegano i due autori, l'attenzione si è concentrata con cura minuziosa sui simboli antropologici, sulle icone sacre e sugli oggetti di culto, oltre che sulle parole stesse e sui loro significati più popolari. Ne è venuta fuori, secondo Carmentano e Lascaro, un'analisi accurata della devozione collettiva e del rito sociale, della cultura popolare di Matera e dei suoi risvolti più autentici e veritieri.

Le note di regia, l'arcaico e lo stupore del corpo

Angela De Gaetano racconta di essere rimasta affascinata dalla storia di Papavero perché capace di parlarle dell'ineffabilità dell'arte, e di aver costruito il proprio lavoro intorno a tre concetti, l'arcaico, lo stupore e il corpo. Pur avendo una collocazione temporale precisa, spiega la regista, il racconto è intriso di arcaico, pregno di un processo collettivo inconscio che sembra non riconoscere lo scorrere del tempo, capace di riconnettere l'istante presente con l'assoluto. Nel sangue e nella violenza di cui è vittima, Papavero incarna pienamente lo stupore, una creatura miracolata dalla propria stessa arte, fragile e potente al tempo stesso, sospesa tra l'estasi della creazione e la sofferenza del corpo che si fa strumento per abitare il mondo. Nelle sue note De Gaetano richiama anche un verso del poeta Octavio Paz, secondo cui l'uomo, albero di sangue, sente, pensa, fiorisce e dà insoliti frutti, le parole, per spiegare come lo spettacolo ricrei tempo e spazio scardinandoli da ogni convenzione.

Angela De Gaetano, un percorso tra Shakespeare e teatro civile

L'interprete e regista dello spettacolo inizia il proprio percorso artistico nel 2002 con 4:48 Psychosis di Sarah Kane, per la regia di Simona Gonella, e negli anni collabora con Koreja, Factory Compagnia Transadriatica e l'AMA, accademia mediterranea dell'attore. Ha interpretato diversi ruoli femminili dei drammi shakespeariani, tra cui Elena nel Sogno di una notte di mezza estate, Giulietta in Romeo e Giulietta e Caterina nella Bisbetica domata. Nel 2013 debutta alla drammaturgia e alla regia con lo spettacolo Bocche di dama, ed è stata diretta dalla regista e attrice premio Ubu Elena Bucci in Heroides, prodotto da Koreja con Le Belle Bandiere. È inoltre docente di recitazione presso l'AMA di Lecce, accademia riconosciuta dal Ministero della Cultura, e attualmente è impegnata nelle tournée di alcuni spettacoli del proprio repertorio oltre che in nuovi progetti, tra cui lo spettacolo di teatro civile Un altro giorno ancora, sui passi di Renata Fonte, dedicato all'assessore alla Cultura e alla Pubblica Istruzione del Comune di Nardò uccisa il 31 marzo 1984 e riconosciuta nel 2002 vittima di criminalità mafiosa dalla Commissione del Dipartimento Affari Civili del Ministero dell'Interno.

Informazioni e biglietti

Lo spettacolo va in scena mercoledì 15 luglio al chiostro delle Monacelle di Matera alle 20.30, con replica la stessa sera alle 22.00. Il biglietto intero costa 10 euro, ridotto 7 euro per studenti e soci, 5 euro per i bambini dai 7 ai 12 anni. L'ingresso è gratuito per le persone con disabilità e per i loro accompagnatori.

I biglietti sono acquistabili online sul sito arteriamatera.it e in prevendita fisica presso la Cartoleria Montemurro, in via delle Beccherie 6G a Matera. Informazioni agli indirizzi ticket@arteriamatera.it e amministrazione@arteriamatera.it, mentre il programma completo del trentennale è consultabile al link bit.ly/WVM26.



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