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Confcommercio tendenza per le feste di Pasqua

20/04/2019

In vista della lunga sequenza di ponti e festività di primavera la parola d'ordine è "aperti per ferie": a Pasqua saracinesche alzate per il 90% dei ristoranti, a Pasquetta per l'82,2%, mentre il 25 aprile e il 1 maggio la quasi totalità dei pubblici esercizi sarà aperta (98,2%). 
Anche per quest'anno a Pasqua trionferanno le proposte della tradizione (76,5%), agnello compreso. La formula prediletta sarà quella del menù degustazione, nel 63% dei ristoranti. Cresce sempre più l'attenzione al tema dello spreco: il 76% dei ristoratori è pronto a dare la possibilità ai clienti di portare a casa cibi e bevande ordinati e non consumati. In crescita da parte degli esercenti proposte ad hoc per i più piccoli (nel 37,5% dei ristoranti), mentre non mancheranno menù per chi ha esigenze alimentari specifiche (14,7%).
Sono le tendenze per queste festività al ristorante della Fipe - Federazione Italiana Pubblici Esercizi-Confcommercio e Federalberghi che – sintetizza Michele Tropiano, presidente – da noi significano “Pasqua alta, alte le aspettative”. "Pur mettendo in conto qualche flessione di coperto ai tavoli rispetto allo scorso anno, a causa delle previsioni meteo incerte, e per effetto del Megaponte che offre la possibilità di andare al ristorante in più giorni in un periodo ravvicinato, le nostre stime confermano, ancora una volta, quanto la ristorazione e la cultura del fuoricasa costituiscano una parte integrante dell'offerta del mangiare sano mangiare lucano. Particolarmente significativi anche i dati relativi alle aperture, a conferma del tessuto sano delle nostre imprese e di un comparto che ogni giorno opera con professionalità e passione, anche quando tutti gli altri festeggiano o sono in vacanza. Principi che testimoniano un'etica del dovere e del fare che rendono il nostro settore fondamentale per il futuro del Paese, oltre a rappresentare un valido contributo all’occupazione".
I dati Fipe per il giorno di Pasqua
Presenze e aperture
Per domenica 21 aprile i ristoranti in attività saranno il 90% del totale, in leggera flessione (1,5%) rispetto allo scorso anno a causa dell'incertezza delle condizioni meteo che ancora impediscono alla stagione di decollare. Previsioni che tuttavia potranno risultare pienamente attendibili solo a consuntivo. Per quanto riguarda le presenze sono previsti 6,3 milioni di clienti che consumeranno il pranzo pasquale nei ristoranti del Belpaese. La metà saranno turisti, per la maggior parte di nazionalità italiana. 
I menù e i piatti
A Pasqua i ristoranti proporranno soprattutto menù "a degustazione" (nel 63% del totale), perlopiù composti da sei portate ad un prezzo medio di 53 euro con bevande incluse, in leggero aumento rispetto allo scorso anno. Il 37% degli esercenti offrirà invece menù alla carta di tre portate ad un prezzo medio di 50 euro, bevande escluse. I ristoranti che propongono sia degustazione che à la carte confermano la preferenza dei clienti per la possibilità di comporre il pranzo a proprio piacimento.
Ma cosa si mangerà prevalentemente sulle tavole pasquali? Nel 76,5% dei casi a farla da padrone sarà la tradizione, all'insegna dei piatti tipici del periodo come l'agnello. Per quanto riguarda i primi piatti non mancherà la pasta fresca, declinata principalmente nella variante delle tagliatelle e dei ravioli; venendo al dessert sarà un trionfo di dolci tipici come pastiere, colombe e cassate, mentre molti piatti avranno la fragola come grande protagonista in qualità di frutto di stagione. Un ristorante su quattro ha invece pensato a menù con rivisitazioni creative e reinterpretazioni della gastronomia locale. Da noi in Val d’Agri – dice Tropiano – con la fantasia dei nostri chef della Fic che coniugano tradizione ed innovazione non mancheranno i piatti a base di canestrato di Moliterno, peperoni cruschi di Senise, i ferricelli di Viggiano e oltre all’agnello la nostra carne podolica, privilegiando come fornitori le aziende agro-alimentari e zootecniche locali.
Particolare attenzione sarà riservata alle famiglie con bambini, con menù dedicati ai più piccoli nel 37,5% dei ristoranti. Cresce la sensibilità dei ristoratori anche nei confronti di chi ha esigenze alimentari specifiche, da chi soffre di intolleranze alle persone vegetariane o vegane: il 14,7% degli esercenti proporrà menù ad hoc per soddisfare richieste di questo tipo. 
Parola d'ordine, sostenibilità: cresce la pratica della doggy bag, anzi, del rimpiattino
Saranno festività antispreco nei ristoranti del Belpaese: il 76% degli esercenti è infatti pronto a mettere a disposizione dei propri clienti un rimpiattino per consentire loro di portare a casa cibi e bevande non consumati sul posto. In ogni caso in linea generale i ristoratori ritengono che almeno per il giorno di Pasqua lo spreco risulterà moderato.
I dati per Pasquetta
Presenze e aperture
Lunedì 22 aprile l'82,2% dei ristoranti sarà operativo, un dato leggermente inferiore rispetto al 2018 (-1,1%), tenendo conto della Pasqua molto alta che, meteo permettendo, potrebbe favorire le gite fuori porta. Per quanto riguarda le presenze sono attesi 4,7 milioni di clienti, in linea con i numeri dello scorso anno: per il 59,6% saranno turisti e per il 41% clienti "autoctoni". 
I menù
A Pasquetta il 79% dei ristoranti proporrà menù à la carte, in generale composti da tre portate. I menù degustazione avranno invece un prezzo medio di 46,50 euro con bevande incluse. Per il giorno di Pasquetta si stima una spesa complessiva di 229,1 milioni di euro. 
Le aperture per il 25 aprile e il 1 maggio
Per le festività del 25 aprile e del 1 maggio gli esercenti mostrano ottimismo, con un saldo positivo tra chi dice che saranno giornate migliori rispetto allo scorso anno e chi pensa che saranno peggiori. Particolarmente significativo il dato relativo alle aperture, con la quasi totalità dei ristoranti (il 98,2%) che sarà aperta.



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