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| Volley: Nuovo impegno casalingo per la Sidel contro il Catanzaro |
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3/03/2010
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| Nuovo impegno casalingo per la Sidel che riparte dalle mura amiche per cercare punti salvezza. Dopo il tirato punto conquistato con non poca amarezza contro il Vibo, la formazione di mister Narducci riprende gli allenamenti in vista dello scontro contro lo Stirparo Catanzaro di sabato prossimo. Quella dello scorso turno non è stata una della migliori partite giocate dai ragazzi della Sidel, che pur non capitalizzando il vantaggio di due set, sul finale non sono riusciti ad essere incisivi. E così spetta l’amara consolazione di aver condotto l’ennesima partita, la quinta, finita al tie break e persa sul finale portando a casa un solo punto. Poteva invece avere ben altro esito, lo scontro contro il Vibo, perché alla fine ad essere decisivi sono stati pochi punti, una manciata di palloni concentrati nella fase finale della partita. Poteva, insomma, avere mille altri esiti un’altra partita-spareggio ed invece si è arrivati ad un tie-break decisivo. Alla fine del match il ds Tortorella ha guardato con amarezza la sconfitta, “ottenuta contro una buonissima squadra e contro una diretta concorrente per i play out”. Pensando così alla prossima contro il Catanzaro, Tortorella ammette che la squadra “non può permettersi il lusso di sottovalutare lo Stirparo, che ha ottime qualità e può davvero provare a metterci in difficoltà, nonostante la sconfitta subita domenica scorsa dai cugini del Lauria”. “In questo momento stiamo cercando soprattutto continuità – commenta il tecnico lagonegrese – abbiamo ancora qualche alto e basso mentre sono convinto che possiamo fare di più. Sono contento, c'è un bel gruppo e si lavora bene e per adesso nel complesso le cose vadano bene. L'importante è che dovremo cercare di non commettere errori da qui fino alla fine del campionato, per affrontare le dirette concorrenti e cercare la salvezza”. |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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