PISTICCI. Mancanza di personalità ed attributi: il male del Pisticci, edizione 2009-10, è questo. E, dopo 26 giornate, la diagnosi può considerarsi definitiva. La conferma è giunta dalla gara con il Pianura, persa seccamente per 3-0, ma dopo una serie incredibile di errori individuali (sarebbe meglio definirli orrori) che hanno condannato i gialloblù alla 9ª sconfitta casalinga (su 13 gare disputate al “Mi - chetti”) e, soprattutto, al penultimo posto. Al Pisticci, che piaccia o no, manca la personalità: pur essendo arrivati giocatori esperti, è la squadra, il gruppo a difettare dell’esperienza necessaria per poter uscire dal campo con i risultati sperati. Ma, ed è ancor più grave, manca, almeno da quello ch appare dall’ester no, la voglia di gettare il cuore oltre l’ostacolo, di andare in campo con l’elmetto ed un assetto psicologico da battaglia che dovrebbe essere un fattore imprescindibile per una squadra che lotta per non retrocedere, soprattutto quando gioca in casa. Un’analisi sostanzialmente condivisa dal direttore generale, Rocco Giosa. «Sapevamo che la gara era difficile per il valore dell’avversa - rio, e tale si è rivelata. Però - ricorda Giosa - tra il primo tempo chiuso 0-0, il rigore sbagliato dal Pianura ed un buon Pisticci, pensavamo che la gara andasse nella giusta direzione. Invece, subito il gol, non c’è stata reazione». Ma Giosa non demorde, perché «le gare da vincere sono gli scontri diretti. Dispiace per come è giunta la sconfitta con il Pianura: è stata una partita strana, con errori ed un calo di concentrazione». Nonostante tutto, però, non c’è sfiducia: «Personalmente credo nella salvezza, così come ci credono le altre componenti». Per salvarsi, però, oltre agli attributi, i gialloblù dovranno godere anche di un pizzico di buona sorte, fino ad ora mancata. «È forse giunta l’ora - conclude - che la fortuna si ricordi di noi, magari ad iniziare dalla prossima gara. Fino ad ora, infatti, non siamo stati molto fortunati».
PIERO MIOLLA
Gazzetta del Mezzogiorno |