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| Il Potenza vuole l’affetto dei tifosi |
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13/02/2010
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| Il Potenza chiama Potenza. «Venite allo stadio, la squadra vi appartiene» è il richiamo della società rossoblu. Ai cittadini, agli imprenditori, a chi ha detto ultimamente di amare la squadra ma ora deve dimostrarlo. Nessuna richiesta di soldi, nessuna questua: solo affetto, calore, partecipazione. Nella conferenza stampa convocata ieri pomeriggio presso lo stadio Viviani, il direttore generale del sodalizio del capoluogo, Vittorio Galigani, è tornato ad affrontare questi temi, senza rinunciare a un paio di stoccate ai «gufi» e a chi dice di «stare alla finestra… malgrado tutto questo freddo».
«Tutti tengono al Potenza, tutti ci voglio bene – ha esordito il diggì – ma quando andiamo alla prova dei fatti questo affetto non si concretizza come dovrebbe. Nelle ultime partite casalinghe il nostro bilancio è stato in rosso. Bisogna considerare che nelle ultime partite noi abbiamo speso più di quanto incassato». Millequattrocento euro per gli steward, qualche centinaio di euro per i vigili del fuoco, più il 15 per cento dell’incasso come da prassi alla società ospitata. E poi le tegole piovute sulla società: i 7500 per i cori razzisti durante la partita contro il Giulianova (a fronte dei 3500 euro d’in - casso), altri 1000 per i due petardi (su 2050 di entrate).
Caso ancora diverso è quello di alcuni «colletti bianchi», come li ha chiamati Galigani. Quelli che, da quanto si dice in giro, stanno facendo ostracismo. «Tutti si aspettano che il Potenza vada in Eccellenza per poterlo rilevare e gestire a costo zero. Questo credo sia assolutamente scorretto» ha detto il diggì rossoblu.
E gli imprenditori, il tessuto produttivo? La società intende richiamarli? «Chi vuole, può chiedere, noi siamo qui, ma non intendiamo certo fare la questua. Per adesso abbiamo dimostrato di potercela fare da soli. Ormai la nostra è una sfida: la mia, quella di mister Capuano, quella dell’amministratore unico Arcieri. Ognuno lo fa perché sente qualcosa interiormente». Poi una frecciata a Luca Visentin, l’imprenditore friulano che negli ultimi giorni era tornato a manifestare la sua disponibilità per l’acquisto del Potenza: «Queste uscite non servono». L’amministratore unico Arcieri ha precisato: «Chi si vuole avvicinare è per contribuire, visto che il pacchetto azionario è ancora sotto sequestro preventivo. Per avvicinamento si parla anche di presenza fisica allo stadio. A tal propo sito, sottolineo che viste le intemperanze e le multe recenti ci converrebbe quasi giocare a porte chiuse». Infine, una precisazione: «Il Potenza Sc non ha dato mandato a nessuno di cercare soldi in giro».
Galigani è tornato anche sul proces so-bis di Potenza-Salernitana, rinviato a data da destinarsi. «Nella mattinata di martedì – ha raccontato - eravamo abbastanza sfiduciati, perché credevamo di trovare una corte federale con un verdetto già scritto. Invece le parole del presidente della corte Coraggio ci hanno ridato coraggio, perché hanno palesato la volontà di giudicare questa vicenda con grande attenzione. In virtù delle memorie del nostro collegio difensivo – ha concluso – bisognerà vedere se è accettabile o meno il ricorso per revocazione di Palazzi o meno».
Antonino Palumbo
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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