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| Karate, Europeo di Smirne: D'Onofrio d'argento |
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6/02/2010
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| Debutto positivo degli Azzurrini “classe Cadetti” al 23° Campionato d’Europa Ca/Ju in corso ad Izmir (Turchia) dove hanno conquistato ben 5 medaglie (1 d’argento e 4 di bronzi) ed un 5° posto. Le prime due medaglie di bronzo sono arrivate dal kata individuale da parte di Laura De Frenza e Gabriele Petroni. Ad avvicinarsi più di tutti al gradino più alto del podio, è stato poi nel kumite Francesco D’Onofrio (Cat.57 kg.), che è riuscito ad ottenere la medaglia d’argento cedendo alla fine contro un Atleta ungherese. A completare il successo degli Azzurrini sono arrivate successivamente altre due medaglie di bronzo conquistate sempre nel kumite da parte di Chiara Zuanon (Cat.+ 54 kg) e Antonio Serpico (Cat.70 kg.), ai quali si è aggiunto il 5° posto di Angelica Cervesato (Cat.54 kg.). Nel medagliere generale in testa su tutti la Turchia (3 ori, 1 argento e due bronzi) seguita dalla Francia (1 oro e tre argenti). Domani la gara prosegue con la classe Juniores dove vedremo impegnati i seguenti Atleti:
Kata femminile ind.le: Di Desiderio Michaela (ASD Fit for You Sez. Karate Roma);
Kata Maschile ind.le: Capacci Lorenzo (Ass.Etruria Firenze);
Kumite femminile: Hasani Alessandra ( 53 - Karate Nakaiama ASD Brescia), Caruso Martina (59- ASD Karate Wa Yu Kai Milano), Maniscalco Laura (+59- ASD Lorenzo Li Vigni Palermo);
Kumite Maschile: Maresca Luca ( 55 Wellness Zone Casoria Napoli), Crescenzo Angelo ( 61 APD Shirai Club S.Valentino Sa ), Altamura Christian ( 68 Champion Center ADS Napoli), Penna Andrea (76 Poliedro Biella), Wierdis William ( +76 Champion Center ADS Napoli.
nella foto: la madre di Francesco D'Onofrio al Premio La Siritide.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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