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| Volley: la sconfitta nel derby fa precipitare la Sidel nella zona pericolosa |
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26/01/2010
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| Il girone d'andata della Sidel Lagonegro si chiude amaramente con la terza sconfitta consecutiva di questa prima metà di campionato. Il primo bilancio di metà stagione vede gli uomini di Scaldaferri in piena zona rossa, con troppe sconfitte all’attivo, della quali pesano sicuramente quelle contro le dirette avversarie per la salvezza, non ultima proprio contro la Nicodemo. Soltanto nel secondo set la Sidel, nella partita di domenica scorsa, è stata capace di portarsi in avanti e tenere a bada l’avversario, ma per il resto si è vista una squadra che soprattutto non è stata capace di giocare con il giusto agonismo, con la necessaria cattiveria una partita che si annunciava come una battaglia e, infatti, tale è stata. “Onore e merito ai laurioti, - ha voluto sottolineare il ds Tortorella- perché la Nicodemo ha fatto esattamente la partita che doveva fare: ha battuto in modo tatticamente ineccepibile, ha tenuto un buonissimo ritmo su cambiopalla e, soprattutto, ha attaccato tanto”. È stata, quella di domenica scorsa, da una parte la classica serata nella quale nulla è andato per il verso giusto per i lagonegresi.Sicuramente ci sono tanti meriti dell'avversario in questo risultato finale, ma i biancorossi hanno molto di che riflettere e sul quale lavorare soprattutto per quel che riguarda la tenuta mentale in mezzo alle difficoltà e nelle situazioni di grande pressione. Adesso che è terminato il girone d'andata il calendario subirà uno stop di una settimana, così come tutta la serie A e B, per permettere la disputa della final four di Coppa Italia sia della massima serie che di quella cadetta. L'appuntamento con il la Sidel tornerà sabato 6 febbraio, alle 18.00, al Palasport di Lagonegro per la prima giornata del girone di ritorno contro il San Felice da Nicosia, un’altra diretta avversaria per la salvezza. |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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