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| Volley,Sidel Lagonegro: quasi alla fine il fine del girone di andata |
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23/01/2010
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| Fine settimana molto atteso per il derby che si disputerà oggi pomeriggio al Polifunzionale D’amico tra Nicodemo e Sidel. È l’ultima giornata del girone di andata ed è anche tempo di bilanci per le squadre . Per la formazione del tecnico lagonegrese , ci pensa Massimiliano Scaldaferri a fare il bilancio della sua formazione :“quasi positivo- dichiara- nonostante sono arrivato un po’ in ritardo”. Tra i punti forti della sua squadra Mister Scaldaferri mette in primo piano “l’attacco, per quanto riguarda l’aspetto tecnico, mentre tra le cose che non riesce a correggere annovera la mentalità vincente, la necessità di concretizzare gli ultimi punti della gara e l’avere un approccio alle gare interne migliore”. Guardando alle partite fin ora disputate e ai punti lasciati per strada dalla Sidel, Scaldaferri ha ancora l’amaro in bocca per lo scontro in casa contro il Molino, “quando stavamo vincendo 2-1 e nel quarto set avevamo un parziale di 23-19,poi però l’abbiamo persa malamente”. Per archiviare dunque il girone di andata manca solo l’attesa partita di oggi: il derby , è stato “preparato con molta tranquillità – ha commentato Scaldaferri- abbiamo lavorato molto tatticamente e speriamo di arrivare in condizioni, soprattutto fisiche, buone”. Seppur le tifoserie attendono il fischio d’inizio, “non è la partita più sentita e attesa della stagione- ammette Scaldaferri- ma per me è una come tutte le altre”. Dando poi un’occhiata alle rispettive formazioni, il Mister lagonegrese indica in Germano Mastroianni, il palleggiatore della Nicodemo, il giocatore che potrà essere decisivo per la Nicodemo mentre tra i suoi” ritengo che la differenza potrebbe farla il nostro palleggiatore, Nicola Ferro”. Attesa dunque che cresce fino alle 18 di oggi pomeriggio quando un altro importante verdetto della stagione potrà palesarsi.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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