|
|
| Capuano conferma le accuse «L’arbitro ha favorito l’Andria» |
|---|
12/01/2010
|
| «Ho sentito con le mie orecchie l’arbitro nell’intervallo dire a Sibiliano e a Iennaco di buttarsi a terra in area di rigore che avrebbe concesso immediatamente il calcio di rigore. Mi sono immediatamente lamentato di questo, ho anche alzato la voce, ma non è servito a niente. Il rigore inventato c’è stato comunque». Ventiquattro ore dopo il match al «Degli Ulivi» di Andria mister Capuano conferma in toto le dichiarazioni del dopo partite rincarando, se possibile, il tono del suo intervento. Un accusa pesante nei confronti del signor Di Paolo di Avezzano ma anche di un «sistema» calcio che «ha deciso - continua Capuano - di far retrocedere il Potenza a prescindere da quanto la squadra sia in grado di fare sul campo. Ormai più che una sensazione è una certezza. Non è possibile che ogni domenica si verifichino episodi che ci danneggiano. È inconcepibile che tutti gli arbitri che dirigono le nostre gare siano sempre e comunque sospesi la settimana dopo. Non è giusto nei confronti di chi lavora durante la settimana, suda e fatica e che poi la domenica si trova a subire una ingiustizia dietro l’altra. Se vogliono farci scomparire lo dicano chiaro e tondo e noi faremo le nostre valutazioni. Del resto le parole stesse di Macalli ci fanno pensare che questo sia il vero obiettivo della Lega». È arrabbiato il tecnico rossoblù. Quanto è successo ad Andria è la goccia che ha fatto trabboccare il vaso. «Quel rigore - prosegue il tecnico rossoblù - era totalmente inesistente. Quella decisione ha praticamente “spezzato” in due la partita. Fino a quel momento la mia squadra si era comportata alla grande, tenendo il campo sicuramente meglio dei nostri avversari, giocando un gran bel calcio. Poi è successo quello che è successo, quello che l’arbitro aveva promesso nell’intervallo e la storia del match è cambiata nonostante gli sforzi dei ragazzi, ancora una volta encomiabili, di recuperare il risultato». C’è grande amarezza nelle parole di Capuano ma non la voglia di arrendersi. «È difficile lavorare - continua il tecnico salernitano - quando il risultato è già stabilito. Non è onesto avere tutto e tutti contro. La situazione diventa giorno dopo giorno più difficile. Tenere la concentrazione in questa situazione non è cosa semplice. Il mercato? Difficile convincere un giocatore a scegliere Potenza. Oggi come oggi in pochi accetterebbero questa destinazione ma anche far rimanere chi è già in organico. Imparato? È l’eccezione. Lui verrebbe volentieri ma Catania e Taranto fanno forte resistenze. A noi servono anche gli attaccanti, almeno due, ma in questo momento c’è poco o niente. Sono giorni che sono “attaccato” al telefono per cercare una soluzione anche utilizzando le mie conoscenze ma le risposte sono sempre negative». Insomma peggio di così, impossibile. E domenica c’è in programma un’altra trasferta, questa volta in casa del Ravenna. Da oggi la mente sarà rivolta a questo match ma è possibile che le accuse di mister Capuano costringano la giustizia sportiva ad indagare sul comportamento del direttore di gara.
Sandro Maiorella
Gazzatta del Mezzogiorno |
CRONACA
SPORT
|


 (1) (1).jpeg)

Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
 |