|
|
| Volley: male la prima dell'anno per la Sidel |
|---|
10/01/2010
|
| Inizia male la sua partita la Sidel che perde il primo set giocando male e non riuscendo a mettere a terra palle importanti. Lascia così la possibilità ai calabresi di portarsi in largo vantaggio sin da subito. Brutta da guardarsi la formazione di Mister Scaldaferri, orfano di Ruggiero S, uomo dei suoi uomini migliori, non entra in partita e sbaglia completamente il gioco, permettendo agli avversari di giocarsi la prima partita del campionato. Scarna la cronaca dei tre parziali che hanno visto i locali sempre prevalere, senza nessuna possibilità di rimonta per la Sidel, incapace in molte occasioni, di reagire. Per il Catona, quella di ieri è stata la prima vittoria, in quanto fin ora, così come zero punti in classifica dimostravano, non aveva mai vinto, ma ieri la classifica si è mostrata alquanto diversa. La superiorità, almeno sulla carta dei lagonegresi, non è venuta fuori ed hanno ceduto al fanalino di coda del campionato che è così riuscito ad incamerare i suoi primi tre punti della stagione, a discapito di una formazione che ha fin ora dimostrato di battersi per la salvezza alla pari con altre. Lapidari i commenti della dirigenza che in fretta vuol dimenticare questo brutto scivolone, cercando di riorganizzare le idee in vista del prossimo impegno casalingo. “Abbiamo giocato male e loro hanno meritato la vittoria” ha soltanto così voluto commentare il Presidente Cosentino della Sidel, a fine gara. Ci sarà molto da fare dunque per Mister Scaldaferri soprattutto sul piano del morale, per riprendere una situazione che si fa ora difficile per la classifica della Sidel. |
CRONACA
SPORT
|


 (1) (1).jpeg)

Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
 |