|
|
| Inaugurata la piscina di Moliterno |
|---|
24/12/2009
|
| “In Serbia la situazione degli impianti sportivi non è ottimale, per questo il mio paese invidierebbe una struttura come questa ed è importante che ci sia”. Il suo pubblico lo saluta così la giovanissima Nadja Higl, oro mondiale di nuoto agli ultimi campionati di Roma 2009. “Lo sport è importantissimo- dice- e l’agonismo è un po’ la molla che spinge verso la passione e la fatica”. L’Italia Nadja ce l’ha nel cuore perché le ha portato fortuna, e da ieri sicuramente porterà con sé anche una fetta di Basilicata. E’ stata accolta con il calore che merita nella piscina di Moliterno, riaperta con una nuova gestione, quella della cooperativa Delfy del giovane Giuseppe Acerenza. Il taglio del nastro, azzurro come i colori del nuoto, è avvenuto alla presenza del sindaco Angela Latorraca, che si è detta fiduciosa di questa nuova gestione. “Abbiamo puntato su una gestione giovane e passionale- dice- sono sicura che farà bene”. L’impianto di Moliterno si trova in un complesso sportivo che accoglie anche campi da tennis e lo stadio comunale; realizzata nel 1995 punta su un bacino di utenza che spazia dalla Val D’Agri, al Lagonegrese, al Vallo di Diano, resterà aperta 6 giorni su 7, inizialmente dalle 9 alle 22, per sondare le abitudini e le richieste dell’utenza. Presente all’inaugurazione anche Giuseppe Di Giulio, team manager della ADN Swim project, l’agenzia che si occupa dei grandi campioni del nuoto. “Amo la Basilicata perché sono cresciuto agonisticamente parlando a Potenza- spiega- e amo il nuoto. Per questo ho deciso di collaborare con i gestori della piscina di Moliterno perché qui vedo la stessa passione che ho io. In sud Italia negli ultimi anni la disciplina del nuoto sta crescendo, speriamo di farlo crescere sempre di più”.
nella foto, dalla destra: il sindaco Angela Latorraca, Nadja Higl e Giuseppe Acerenza
Mariapaola Vergallito
|
CRONACA
SPORT
|


 (1) (1).jpeg)

Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
 |