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| Visentin non si vede salta l’incontro Galigani: «Una farsa» |
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18/12/2009
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| Che dovesse venire a Potenza lo aveva confermato telefonicamente la settimana scorsa. Che fosse pronto ad incontrare il direttore generale del Potenza, Vittorio Galigani e l’amministratore unico della società, Donato Arcieri, anche. Invece, proprio come accaduto a metà novembre (allora aveva detto di voler incontrare l’allora presidente Postiglione) Luca Visentin ha fatto un passo indietro «saltando» a piepari l’appuntamento che egli stesso aveva preannunciato con gli attuali vertici societari e con le istituzioni locali. Le avvisaglie che qualcosa del genere potesse comunque accadere si erano avvertite già nei giorni scorsi quando il «contatto» con l’imprenditore di Monfalcone si era interrotto di colpo proprio come era accaduto un mese fa. Insomma un film già visto, un atteggiamento (quello del silenzio) che lascia alquanto perplessi e apre grossi dubbi sui reali intendimenti del gruppo Visentin.
Neanche lo stesso Raffaele Bruno, uno degli artefici dell’avvicinamento dell’imprenditore friulano al Potenza ha saputo dare una spiegazione plausibile sul mancato arrivo dello stesso a Potenza. «Non sento Visentin da diversi giorni - ha spiegato - sono sorpreso anch’io visto che sapevo del suo arrivo in queste ore», Insomma una sorta di mistero che s’infittisce e che, in qualche modo, allontana Visentin ed il suo gruppo dal Potenza Sport Club. Con questo non vogliamo criticare l’imprenditore friulano nel caso abbia cambiato idea sull’eventuale acquisizione del club lucano visti gli accadimenti passati, ma per rispetto nei confronti della città, verso i tifosi rossoblù che lo hanno «applaudito» il giorno della sua unica visita nel capoluogo, la questione andava chiarita immediatamente il giorno dopo lo scatenarsi della bufera giudiziaria che ha decapitato i vertici societari.
Chi invece non è sembrato affatto sorpreso del mancato arrivo di Visenti è il direttore generale del Potenza Vittorio Galigani. «Per come si è presentato - ha spiegato - per l’atteggiamento che ha tenuto dall’inizio ho sempre ritenuto tutto questo una trattativa poco attendibile addirittura ridicola. Si sono fatti solo pettegolezzi dispersivi che hanno creato e alimentato solo false speranze tra i tifosi ma che alla fine si sono rivelate una farsa». Una bocciatura su tutta la linea quella di Galigani che sulla questione non vuole più parlare. «Noi dobbiamo pensare solo a salvare questa società sotto l’aspetto gestionale portando la fino a fine stagione mentre i ragazzi devono in campo dare il massimo per centrare la permanenza in Prima divisione. Tutto il resto non ci interessa». Ma qual’è lo stato di salute attuale del club lucano? «I primi crediti vantati dalla Lega - ha confermato il dg rossoblù - sono arrivati e abbiamo prov veduto a sistemare le pendenze con i giocatori e con i collaboratori. Per il futuro andremo avanti così, sfruttando gli incassi, e le risorse che continueranno ad arrivare dalla lega riguardo il minutaggio dei nostri giovani. Non credo che avremo problemi a chiudere la stagione. Fino ad oggi abbiamo fatto fronte alle trasferte di Portogruaro e Avezzano e continueremo a farlo ancora. Il nostro lavoro è monitorato ogni due settimane dal collegio dei sindaci guidato dal dottor Donnoli, un controllo che abbiamo chiesto epressamente insieme all’amministratore Donato Arcieri per evitare qual siasi problema». Si guarda avanti dunque, nella speranza che qualcosa accada. Al momento, stante quanto affermato Galigani i rischi sono limitati ma domani? C’è ancora mezza stagione da gestire, un mercato da affrontare. In queste condizioni c’è poco da stare allegri sia in campo che fuori.
SANDRO MAIORELLA
Gazzetta del Mezzogiorno |
CRONACA
SPORT
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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