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| Promozione :attesa per il derby Moliterno – Lagonegro |
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12/12/2009
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| MOLITERNO – Sfida di altri tempi. Che fa riaprire l’album di quando il calcio era più tecnica che agonismo e si giocava – scriverebbe una penna infiorata di stile come Darwin Pastorin – con tanta passione e genuinità . Chi conosce e segue da decenni il calcio lucano sa che Moliterno e Lagonegro è sempre stata una partita molto sentite da entrambe le tifoserie. Quasi un derby dell’area sud della Regione spezzato nella sua continuità delle ultime non felici annate del Lagonegro. Il quale, però, da questa stagione è tornato in auge conducendo, fino ad oggi, un onestissimo campionato. Per la squadra di mister Oliva l’attuale ottavo posto in classifica è più che meritato, e questo pomeriggio si presenta al Venezia con il morale ritrovato dopo la vittoria casalinga (un tantino sofferta) con il Bella. Il Lagonegro, naturalmente, dovrà fare i conti con un Moliterno che ce la metterà tutta per suggellare in anticipo (inciampo del Pietragalla permettendo) la leadership del girone d’andata. Per Vignati, che bada molto alla prestazione in campo, c’è da riscattare la non eccellente prova di Scanzano di domenica scorsa, un match – secondo lui – in cui il Moliterno ha scippato spudoratamente il pareggio ai materani. Ma, è anche vero che la formazione rossoblu mancava (tra infortuni e squalifiche) di tre-quattro pedine fondamentali le quali, per la gara con il Lagonegro, dovrebbero essere tutte recuperate. Un’ incognita da sciogliere è vedere se Vignati in zona-gol preferirà far giocare sin dal primo minuto Luis Genovese che, seppur non utilizzato a tempo pieno, comunque le sue belle cinque reti le ha centrate, oppure dovrà fare il punto sulle condizioni di Lancellotti ( che si è infortunato nell’ultima partita casalinga) e decidere se utilizzarlo o meno. Tuttavia, un Lancellotti anche a mezzo servizio è sempre una spina nel fianco per le difese avversarie. |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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