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| Serie D: le prime dichiarazioni di Arleo nuovo mister del Pisticci |
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3/12/2009
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| “Sono venuto qui a Pisticci per la piazza che ha fame di calcio e non vuole abbandonare questo campionato spero che riusciamo a raggiungere questo obiettivo, io, insieme ai giocatori e società”.
Queste sono state le prime parole del nuovo mister del Pisticci Pasquale Arleo dopo la presentazione ufficiale fatta nella sede della Polisportiva Pisticci.
Pasquale Arleo che dopo aver allenato in categorie superiori riuscendo ad avere anche buoni risultati decide di sposare la causa pisticcese e cercare di invertire un trend che vede la squadra gialloble raccogliere solo due punti in 10 partite.
“Ho accettato per la naturalezza e chiarezza di obiettivi di questa squadra – continua Arleo - una società che non vuole assolutamente rovinarsi per il calcio e un gruppo di amici che vuole fare calcio semplicemente e lineare in più perché dalla tribuna di Torre del Greco ho visto una squadra che sicuramente non meritava la sconfitta, mi ha commosso per come ha interpretato la partita visto che dopo pochi minuti è rimasta in 10 e successivamente ha messo più volte in difficoltà l’avversario, se queste sono le premesse con un po’ di esperienza in più possiamo giocarcela con tutti.”
Un lavoro quello di Arleo che deve sicuramente partire dalla sua grande esperienza e che sicuramente dovrà aiutare la società a completare un organico che fin ad oggi non è apparso sufficiente per restare in questa categoria. “ripeto il primo obbiettivo è riuscire a fare i play-out, per ottenere questo sicuramente ci vogliono dei piccoli correttivi, ci vuole un uomo di esperienza un uomo che a centrocampo si assuma la responsabilità di fare gioco, soprattutto quando giochiamo in casa e poi aumentare anche la quantità dei giocatori perché con una rosa cosi ristretta basta un infortunio o una squalifica e la squadra va in difficoltà.- conclude Arleo – la salvezza deve ripartire dal Michetti è da questo campo che noi dobbiamo fare i punti che ci serviranno per salvarci facendo in modo di non farlo diventare terra di conquista come fino ad oggi è stato”
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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