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| Potenza: minacce al fotoreporter e squadra in mano ad un procuratore |
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25/11/2009
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| Azzerare le contestazioni dei tifosi a suon di schiaffi, costringere gli atleti ospiti con le minacce e le intimidazioni a perdere le gare. Secondo i magistrati dell’antimafia il 'braccio operativo' di Postiglione erano Michele e Alessandro Scavone, che agivano su ordine di Antonio Cossidente, già condannato ad otto anni per associazione di stampo mafioso. Agli inquirenti ha raccontato la sua avventura il capo ultra del Potenza, che a Dicembre 2007 aveva contestato duramente il presidente. Il supporter, rintracciato in un bar della città e 'convocato' nella sede della società fu costretto a scusarsi davanti al massimo dirigente per lo 'sgarrò arrecato. Sempre dal Potenza calcio sarebbe partita anche l’'accoglienzà contro il Gallipoli, ospite nel capoluogo lucano. In quella occasione il copione prevedeva una sassaiola contro il pullman della squadra e ceffoni agli atleti mentre accedevano negli spogliatoi del 'Vivianì.
Ieri invece, alle ripresa degli allenamenti della squadra si è anche svolto un incontro con una decina di tifosi nella sala stampa dello stadio Viviani, all’interno della quale e fuori il fotoreporter Tony Vece è stato più volte minacciato proprio da alcuni supporter e ha annunciato di riservarsi la possibilità di denunciarli. Quando Vece è giunto nei pressi della sala stampa per fotografare l’incontro tra calciatori e tifosi, qualcuno lo ha minacciato dicendogli che, se avesse fatto le foto, sarebbe “finita male”.
La minaccia è stata ripetuta all’esterno della sala stampa e Vece ha lasciato lo stadio.
All’incontro, che si è svolto al termine dell’allenamento in vista della trasferta di domenica prossima a Portogruaro (Venezia), hanno partecipato alcuni calciatori, l’allenatore e il direttore generale della squadra, Eziolino Capuano e Vittorio Galigani. Quest’ultimo, in particolare, ha spiegato che “si prevede la nomina di un procuratore per le questioni amministrative che riguardano la società, ma rispettiamo i programmi per quanto riguarda la prima squadra e il settore giovanile”. Capuano, invece, ha detto di voler “parlare solo di calcio”, sulla base “di tre parole d’ordine: onore, attaccamento alla maglia e tutela di questo popolo”: la squadra nelle ultime partite “sta facendo cose eccezionali”, ha aggiunto l’allenatore. I tifosi, infine, hanno espresso “solidarietà e sostegno ai calciatori”. |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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