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| Il Potenza butta fuori gli «aquilotti» dal nido |
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16/11/2009
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| Una vittoria da ricordare. E raccontare. Perchè imporsi sul campo della Cavese non capita tutti i giorni. «Speriamo sia il successo della svolta. Ci serve e ne siamo convinti. La partita l'ha vinta Capuano e con lui la squadra: sono stati impeccabili» evidenzia il direttore generale Vittorio Galigani che guarda già oltre. «Alla partita di domenica prossima in casa contro il Rimini. Occorre continuità. Dunque dobbiamo ripeterci, con un altro successo, per scalare la classifica».
Agatino Chiavaro loda lo spirito di gruppo che sorregge il Potenza. «Tutto risale a un mese fa: ci siamo guardati in faccia e - spiega il difensore - abbiamo detto che dovevamo fare quadrato risollevandoci al più presto per rispetto di chi ci segue e ha fiducia in noi. Con il ritorno dell'allenatore i risultati stanno vendendo e con pieno merito. Si è visto contro la Cavese ma pure nelle precedenti partite, dove avremmo meritato di conquistare l'intera posta, quando non ci siamo riu sciti».
Ora che il Potenza si è sbloccato anche fuori casa il futuro alimenta l'ottimismo. «Uniti - aggiunge Chiavaro - possiamo risalire e lo stiamo già facendo. Il segreto è vivere alla giornata, cercando di ottenere il massimo da ogni partita, dando il meglio. Contro la Cavese siamo stati all'altezza: dobbiamo continuare su questa strada. La squadra possiede i requisiti per salvarsi con largo anticipo».
Amarezza tra le fila della Cavese. Così l'attaccante Antonio Schetter. «Con questa sconfitta - commenta - ci siamo messi in una situazione difficile e tocca a noi ora venirne fuori. Sono fiducioso perchè faccio parte di una squadra che, prim'ancora di essere formata da giocatori, è composta di uomini. Pertanto ne verremo fuori. Dobbiamo risalire al più presto e sono convinto che ce la faremo. Contro il Potenza abbiamo tirato tanto in porta, più che in altre occasioni, ma non siamo stati bravi, nè fortunati. Purtroppo ci gira male. In ogni caso - conclude Schetter - bisogna impegnarsi e reagire».
di ANTONIO GALLUCCIO
Gazzetta del Mezzogiorno |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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