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| Calcio, 2^ categ.: capitan Chiacchio salva un distratto Episcopia |
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16/11/2009
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| Finisce con tre reti per parte al comunale Falabella di Episcopia, la gara tra Episcopia e Maratea; un pareggio che sta stretto ai padroni di casa ma che permette di restare nei piani alti della classifica e di continuare a sognare .
Reduce dalla sconfitta esterna contro il Nemus, il v.r. Episcopia ha cercato di riscattare davanti al pubblico di casa la deludente prestazione andando subito in vantaggio nei minuti iniziali con un bel gol dalla distanza di Francesco Viceconte .
Gli ospiti provano a reagire, ma la squadra di mister Iorio è ben disposta in campo e non offre molte possibilità di gioco al Maratea.
A 25 minuti dalla fine del primo tempo sullo sviluppo di un calcio d’angolo arriva il pareggio del Maratea che riapre l’incontro, ma l’Episcopia non ci sta e continua a Spingere sull’ acceleratore infatti dieci minuti più tardi, lancio di Labecca per Falabella che si allarga al limite destro dell’area di rigore ed effettua un cross che viene stoppato con una mano dal difensore marateota. E’ calcio di rigore.
Sul dischetto si presenta lo stesso Falabella che con un preciso rasoterra all’angolino sinistro spiazza il portiere . Le squadre vanno a riposo sul risultato di 2 a 1 per i padroni di casa.
La ripresa vede un vr Episcopia distratto , infatti gli ospiti trovano prima il pareggio e poi dopo soli due minuti il gol del 2 a 3. La partita si fa nervosa, le squadre si allungano e il fraseggio del primo tempo lascia il posto a lanci lunghi verso gli attaccanti e a brutti falli; a farne le spese sono due giocatori dell’Episcopia, prima Labecca , che riporterà una contusione al ginocchio destro e poi Pertosa . Mister Iorio, costretto a due cambi forzati, fa entrare Gioia A. e Gioia R.
Proprio quando tutto sembrava andare per il peggio sugli sviluppi di un calcio d’angolo spunta il piede del capitano Chiacchio che , anticipando tutti i difensori marateoti , porta i padroni di casa sul risultato finale di 3 a 3.
Curzio Guido
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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