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| Potenza: Cessione del club Visentin è ottimista «E ho già dei soci» |
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6/11/2009
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| Dopo il presidente Postiglione, a parlare con la Gazzetta dell’ipotesi di trattativa per rilevare il Potenza Sport Club è l’imprenditore friulano Simone Visentin. Nelle sue parole un cauto ottimismo ma anche qualche considerazione non proprio positiva per come si sta sviluppando la trattativa.
Visentin, lei è ottimista riguardo alla possibilità di chiudere positivamente la trattativa per l'acquisizione del Potenza Sport Club?
«Sono molto ottimista per poter chiudere tale operazione, in quanto da quanto apprendo dalla stampa c’è la volontà del proprietario a cedere l’ intero pacchetto azionario. Rimane sotto inteso che, previa verifica delle scritture contabili, dovrà essere stabilito un prezzo congruo».
Il fatto di non poter trattare, almeno in questa fase, direttamente con Postiglione ma attraverso i consulenti dello stesso le crea qualche problema?
«Quando si inizia una trattativa, per qualsiasi tipo di cessione di attività, è buona norma che l’ inizio delle operazioni, sia fatta dalla parte venditrice e dalla parte acquirente, per poi passare ai vari consulenti, mi creda mi sarebbe veramente piaciuto incontrare il presidente per capire le reali intenzioni e per trovare di comune accordo una via di facile percorribilità»
Nell'intervista che ci ha rilasciato Postiglione afferma di non aver mai avuto un appuntamento con lei, e che la sua arrivo in città ad ottobre non era stata concordato, anzi lo stesso l’aveva informata via fax, della sua assenza. È vero?
«È un’ po contradditoria la sua affermazione, in quanto quando ho trasmesso via telefax, al Potenza sport club, il mio interessamento all’ acquisizione dell’ intero pacchetto azionario della società di calcio già menzionata, mi era stato risposto, sempre via telefax la massima disponibilità per un incontro celere, previa comunicazione di qualche giorno prima, al fine di consentire una gradevole accoglienza presso gli uffuci del club. Il sottoscritto con diversi giorni di preavviso ha comunicato il giorno e l’ ora del suo arrivo, e la sera prima sempre tramite telefax, comunque dopo aver gia’ or - ganizzato la mia trasferta, mi veniva comunicata l’ impossibilità di vederci a Potenza e che l’ appuntamento sarebbe stato a Salerno presso lo studio dell’ avvocato Labonia, cosa che io ho rifiutato perché mi sembrava giusta prima conoscere il presidente, la mattina stessa sempre tramite telefax comunicavo nuovamente il mio arrivo, senza ricevere ulteriori risposte»
Postiglione si è detto pronto a presentare i bilanci societari ma ha chiesto garanzie riguardo la solidità del gruppo Visentin. In particolare la documentazione bancaria che dimostri l'immediata disponibilità a sostituire la fidejussione di 1 milione e 200 mila euro che ha permesso al club di ottenere il ripescaggio in Prima Divisione?
«Mi scuso, ma come si fanno a rilasciare idonee garanzie prima ancora di vedere uno “straccio” di carta relativa alla società oggetto della cessione, qualora troveremo adeguato accordo le idonee garanzie verranno fornite senza alcun problema».
La sede del primo incontro tra lei e l'avvocato Labonia, legale del presidente Postiglione, non è stata ancora decisa. Il patron rossoblù ha espresso la sua preferenza per Salerno, sede dove sono custodite le documentazioni del club. Questo può rappresentare un problema?
«Sono contrario ad andare a Salerno, il mio gruppo è disponibile ad avere un primo incontro, con qualsivoglia persona a Potenza, gradirei che ci fosse in primis il presidente Postiglione, ove peraltro ho a disposizione una sala per poter discutere serenamente e privatamente di tutte le questioni inerenti. Ritengo sia giusto trattare a Potenza ove peraltro è sede la società oggetto della cessione.
Al centro del suo progetto c'è l'azionariato popolare. Da Potenza ha già ricevuto qualche riscontro positivo anche dall'imprenditoria locale?
«Ho ricevuto molti riscontri, ma ritengo di mantenere il massimo riserbo fino alla conclusione di tutte le operazioni, anche per garantire l’ anonimato di chi farà parte del mio gruppo».
SANDRO MAIORELLA
Gazzetta del Mezzogiorno |
CRONACA
SPORT
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
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