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Postiglione sul futuro del club «Spero di vendere intanto niente vacche grasse»

5/11/2009



Dopo dieci lunghi giorni di silenzio, trascorsi lontano dalla città, dalla società e dalla squadra, il presidente del Potenza, Giuseppe Postiglione, ancora «blindato» per motivi di sicurezza, parla in esclusiva con la Gazzetta sulla vicenda legata alla possibile cessione del club.
Presidente Postiglione ritiene che l'ipotesi di trattativa con il gruppo Visentin possa avere sviluppi positivi?
«Mi auguro proprio di si. Dopo quattro anni di gestione praticamente da solo, se non con il volontaristico aiuto di pochi amici e di Rosario Pellegrino, ritengo che anche a seguito delle ultime situazioni che hanno riguardato molto immeritatamente la mia persona è giusto che qualcun altro si preoccupi delle sorti del glorioso sodalizio rossoblù. Senza nessuna polemica, dico semplicemente di non credere di meritare queste nefande attenzioni. Comunque se è così che si vuole io mi sono già fatto da parte disimpegnanodomi personalmente dalle vicende societarie con particolare riferimento a quelle economiche. Che con Visentin si possa chiudere presto è per me più che una convinzione una vera e propria speranza».
Lei ha dato mandato al suo legale, avvocato Labonia di trattare con il gruppo Visentin. La prossima settimana è fissato un primo faccia a faccia in una sede da stabilire. Visentin spinge per farlo Potenza, per voi ci sono problemi?
«Mi è d’obbligo fare una doverosa precisazione. Nella settimana in cui sono stato fuori Potenza il Visentin effettuava un fax in sede martedì 27 ottobre chiedendo un incontrare me per il giorno dopo alle 17.00 allo stadio. Stante la mia assenza i miei uffici risposero con un altro fax comunicando la mia indisponibilità per quella data, ma che, al fine di favorire l’inizio di un contatto, i miei consulenti, all’uopo delegati, erano disponibili nei loro uffici di Salerno per ricevere il Visentin mettendogli a disposizione tutta la documentazine necessaria. Dunque io non sono mancato a nessun incontro giacchè nessun appuntamento era fissato con la mia persona e tanto meno allo stadio. Sinceramente non mi spiego né perché il Visentin sia venuto allo Stadio e non sia andato a Salerno come da appuntamento, né come mai si sia diffusa la falsa notizia del mio aver disatteso un incontro. Comunque io sono rientato dal mio periodo di assenza e quindi sono disponibile ad incontrare prontamente personalmente il Visentin, chiaramente se, come ho capito, vuole vedere le carte deve venire presso la sede in cui queste sono depositate, ossia dai consulenti a Salerno. Sinceramente mi sfugge il motivo per cui parrebbe che il Visentin stia spingendo per vedersi a Potenza».
Il gruppo Visentin ha chiesto di vedere i bilanci societari per poter fare un prezzo, voi cosa chiedete a garanzia dell'operazione?
«Le carte sono a disposizione di chi ha effettivamente interesse a rilevare il Potenza. E’ chiaro che stante la delicatezza del visionare tale documentazione chiederemo le adeguate garanzie circa il massimo riserbo. Ovviamente al fine di comprendere se il soggetto acquirente abbia realmente interesse e potenzialità per dare continuità al progetto sportivo si rende necessario che questi dimostri bancariamente di avere quantomeno l’immediata disponibilità di sostituire l’attuale proprietà nella fidejussione bancaria irrevocabile, escutibile a prima richiesta e senza diritto di surroga che attualmente è di circa un milione e centomila euro».
Se la trattativa fallisse lei rimarrebbe alla guida del Potenza in attesa di altri compratori, ma con quali programmi?
«E’ ovvio che sintanto che non ci sarà qualcuno che mi sostituirà nella gestione dovrò gioco forza continuare ad essere il proprietario del Potenza, ma, come già ho più volte ribadito, non ho più nessuna intenzione di rimetterci finanziariamente in prima persona. Quindi la società dovrà ridimensionare i costi autofinanziandosi con le risorse indogene e segnatamente con l’incasso dei crediti Lega legate alle cessioni dei calciatori già ceduti ed eventualmente da cedere, con gli incassi gara e sponsor oltre che con i contributi che dovessero maturare dalla valorizzazione dei giovani così come previsto nelle norme della FIGC. Sin quando non ci sarà qualcuno che mi sostituirà sono finiti i tempi delle cosidette “vacche grasse”. Io ho chiuso i rubinetti personali, so anche però che grazie all’attenta gestione effettuata in questi anni questa società riducendo un po’ il tetto ingaggi ed alcuni costi di rappresentanza può permettersi di andare tranquillamente avanti senza particolari patemi. Bisognerà solo avere un po’ di pazienza perché se si deve stringere la cinghia non si può pensare poi di poter portare grandi nomi a Potenza, bensì bisognerà epurarne qualcuno che attualmente è di troppo sia sportivamente che finanziariamente».
SANDRO MAIORELLA
Gazzetta del Mezzogiorno


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