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| Lega Pro: Potenza, la trattativa è aperta |
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31/10/2009
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| Ora non ci sono più dubbi. Ormai è chiaro che tra Simone Visentin e l’attuale proprietà del Potenza Sport Club si è aperta una vera e propria trattativa per l’eventuale acquisizione-cessione del club. Questo nonostante il mancato incontro di mercoledì sera, dovuto all’assenza di patron Postiglione. Dalla società rossoblù è arrivata comunque, la conferma del disimpegno del massimo dirigente deciso più che mai a passare la mano.
Il prossimo passaggio è già stato annunciato e riguarda il contatto i consulenti dell’imprenditore friulano e quelli di patron Postiglione (l’avvocato Labonia ed il consulente fiscale Esposito) per leggere le «carte» del club. Visentin infatti è stato chiaro su questo passaggio: «Il buon esito dell’operazione è legato alla possibilità di studiare i bilanci societari e valutare l’attuale situazione economicca e amministrativa del club. Senza questo passaggio è impossibile fissare un prezzo di partenza alla società». In settimana dunque (lunedì o martedì) è attesa il secondo atto che potrebbe rivelarsi decisivo per la trattativa.
Intanto la giornata odierna è importante anche per un’altra situazione che fa preoccupare non poco i tifosi rossoblù. Sono infatti, in scadenza i tributi da versare all’erario a carico della società. Il timore, nasce dalle dichiarazioni di Postiglione che, nel’ultima conferenza stampa, ha annunciato di non essere intenzionato più a sobbarcarsi questa spesa ingente. In un primo momento si era parlato di una cifra esorbitante (secondo Postiglione circa 300 mila euro) ma poi si è capito che il tutto non supererebbe i 100 mila euro (probabilmente anche meno), dunque una cifra più ragionevole. Sulla vicenda abbiamo interpellato il direttore generale Galigani che non ha voluto esprimersi più di tanto. «Queste cose - ha commentato - non devono interessare i giornali. Sappiamo bene cosa dobbiamo fare, ci sono i nostri commercialisti preposti a fare questo tipo di operazioni. Ai tifosi dico solo di stare tranquilli».
SANDRO MAIORELLA
I tifosi aspettano la svolta societaria
di MARIO LATRONICO
Molta incertezza ma anche parole di speranza tra i tifosi rossoblu per le note vicende della cessione societaria. Il primo contatto tra le parti c’è stato, ma si è rilevato interlocutorio vista l’assenza di patron Postiglione. «La trattativa a mio parere è partita anche se entrerà nel vivo soltanto la prossima settimana quando i consulenti di Visentin potranno incontrare i legali di Postiglione – spie ga Giovanni Cafarelli – l’importante è che le parti, personalmente o per mezzo di una nota stampa, abbiano confermato la volontà di trattare. Ora però bisogna stringere i tempi». «Ho letto sulle vostre colonne che il presidente era impossibilitato a partecipare all’incontro con Visentin, ma che la società ha confermato l’intenzione di trattare– spiega Carlo Bochicchio - questo è un buon punto di partenza anche se mercoledì era necessario da parte dell’attuale società manifestare più chiari segnali».
«Sono abbastanza confuso – è il commento di Mario Traviati – fino ad una settimana fa ero convinto che Postiglione non volesse mai cedere il Potenza. Ora invece vado controcorrente e penso che il tempo giochi per una conclusione favorevole della trattativa, anche se di una vera e propria trattativa ancora non può parlarsi». «E’ giu sto che chi voglia comprare verifichi i bilanci, anche se da questo punto di vista la dirigenza uscente ha mostrato di tenere tutto in regola come testimonia l’avvenuto ripescaggio – è il commento di Antonio Russo – spero che per il bene della squadra tutto si risolva celermente. La società ha confermato che è pronta a trattare con la massima riservatezza e questo apre qualche spiraglio dopo l’assenza di mercoledì di Postiglione». «La piazza di Potenza è ambita – spiega Giuseppe Sabia - ma onestamente non mi è chiaro perché un imprenditore di una realtà così distante dalla nostra si sia interessato a noi. Comunque gli auguro di concludere l’operazione in tempi brevi». |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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