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| Volley: Mondiale maschile 2010, effettuati i sorteggi |
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29/10/2009
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| Una grande serata di sport e di spettacolo ha fatto da contorno alla Cerimonia di Sorteggio delle Fasi Finali dei Campionati del Mondo di Pallavolo Maschile 2010; la cerimonia, condotta dal Vice Direttore di Rai Sport, Jacopo Volpi, in compagnia di Simona Rolandi e di Francesco Pancani, si è tenuta presso la Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica di Roma. Oltre alle numerosissime autorità istituzionali e sportive, in prima fila anche “Volly”, la simpatica mascotte dei Campionati del Mondo.
Il Mondiale si articolerà in quattro fasi che si svilupperanno su dieci città: Ancona, Catania, Firenze, Milano, Modena, Reggio Calabria, Roma, Torino, Trieste e Verona (si partirà da Milano il 24 settembre e si chiuderà con la finalissima di Roma il 10 ottobre).
Le 24 squadre partecipanti, uscite dai 109 gironi di qualificazione, erano in febbrile attesa di conoscere la loro sorte nella prossima rassegna iridata: la formazione dei gironi è avvenuta in parte in base al ranking mondiale Fivb (teste di serie suddivise nella varie pool con il sistema della serpentina), in parte attraverso un sorteggio con le rimanenti 12 squadre divise in due gruppi. In base alla classifica Mondiale sono state inserite nelle pool le 12 teste di serie: l’Italia è inserita nel girone A insieme al Giappone; nel B ci sono Brasile e Spagna; nel C la Russia con Porto Rico; Stati Uniti e Argentina nel girone D; Bulgaria e Cina nel girone E; Serbia e Polonia nel girone F.
Durante la serata sono state assegnate le città sedi di gara e completata la composizione attraverso il sorteggio delle dodici squadre rimanenti. Sempre tenendo presente il ranking della Fivb in ogni pool è stata inserita una squadra di fascia A composta da Cuba, Germania, Australia, Venezuela, Francia ed Egitto; ed una di fascia B di cui fanno parte: Tunisia, Canada, Camerun, Iran Repubblica Ceca e Messico.
Per quel che attiene alla formula del torneo, le 24 partecipanti sono state suddivise in sei gironi da quattro squadre: al termine della prima fase verranno eliminate 6 formazioni e passeranno alla fase successiva le prime 3 di ogni pool. Le 18 nazionali rimaste in gara verranno suddivise (in base ai piazzamenti della prima fase) nuovamente in 6 gironi da 3 squadre e si giocherà in tre sedi (Catania, Milano, Ancona).
Al termine della seconda fase verranno eliminate 6 squadre, passeranno alla terza fase le prime 2 di ogni pool. Le dodici squadre rimaste in gara saranno divise in 4 gironi da 3 e si giocherà in due sedi (Roma e Firenze).
Al termine della terza fase le vincenti di ogni raggruppamento giocheranno per i primi quattro posti, le seconde classificate per i piazzamenti dal 5° all’8°; le terze classificate per quelli dal 9° al 12°.
La fase finale si giocherà in tre città diverse: le vincenti di ogni raggruppamento giocheranno per i primi quattro posti a Roma, le seconde classificate per i piazzamenti dal 5° all’8° a Modena; le terze classificate per quelli dal 9° al 12° a Firenze, attraverso semifinali e finali che serviranno ad assegnare il titolo mondiale ed a stilare la classifica dal 1 al 12 posto.
Gli azzurri di Andrea Anastasi, che in base alla formula di gioco ed al ranking Fivb erano già inseriti nel girone A che si giocherà a Milano, accoppiati al Giappone, tramite il sorteggio trovano sulla loro strada Egitto ed Iran. Un sorteggio abbastanza favorevole, anche se il ct tricolore Andrea Anastasi non gli ha dato troppa importanza: “Poco contano le avversarie della prima fase, per fare strada in un Mondiale, occorre vincere molte partite ed affrontare squadre forti.”
Gli altri cinque gironi risultano così composti:
Girone B (sede di gioco Verona): Brasile, Spagna, Cuba, Tunisia;
Girone C (sede di gioco Modena): Russia, Portorico, Camerun, Australia;
Girone D (Reggio Calabria): Stati Uniti, Argentina, Venezuela;
Girone E (Torino): Bulgaria, Cina, Francia, Repubblica Ceca;
Girone F (Trieste): Serbia, Polonia, Germania, Canada.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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