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| Volley: La Sidel si prepara in vista della trasferta contro Look Nissa |
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28/10/2009
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| Poteva senz’altro cominciare meglio l’avventura 2009-10 della Sidel. La prima gara dei bianco rossi si chiude invece con 3-1 rimediato contro i Ge. Ki Paola un risultato che ha portato con sé molte riflessioni a caldo per i lagonegresi, soprattutto per la mancanza di continuità che ci si sarebbe aspettati dopo un primo set impeccabile. Meditato sulla sconfitta contro i calabresi del Paola, per ora la Sidel pensa a lavorare bene e con concentrazione, in vista della prossima trasferta contro il Look Nissa di Caltanissetta che si terrà domenica sera in terra siciliana. Il reparto infermeria è ormai vuoto e allontanati i malanni di stagione, per gli uomini di Stigliano bisognerà dimostrare fin da subito la voglia di riscatto che proprio a Caltanissetta si presenta come occasione propizia. “Il Nissa ha per ora soltanto 1 punto ed è a ridosso della zona rossa ma- precisa il team manager Tortorella- come si sa le partite in casa hanno sempre un interrogativo in più dove quello che conta è spesso il pubblico e nel caso dei siciliani, la necessità di un riscatto viste le due sconfitte avute fin ora”. Ripartire dal set vinto sabato scorso e dal buon gioco espresso necessario per vincere le partite, sarà l’imperativo categorico di questi giorni che il gruppo Sidel deve tener presente. La classifica è ancora corta e ci sono ancora da definire gli equilibri del campionato che fin ora non sembra poter dare la possibilità di esprimere giudizi sulle 14 compagini in gara. “Abbiamo voglia di giocare bene e fare il nostro meglio- ha continuato Tortorella- e siamo fiduciosi di portare a casa tre punti importanti che ci servono soprattutto per incrementare sul piano fisico e tecnico”. Atteso dunque per domenica il risultato della Sidel, che ha un’altra lunga trasferta da compiere in terra siciliana.
nella foto schiacciatore Salvatore Ruggiero |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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