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| Anticipo serie D: Bitonto-Pisticci, 3-1 |
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24/10/2009
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| Nell’anticipo di serie D girone H non va bene al Pisticci in casa del Bitonto, che parte bene, ma poi perde per 3 reti a 1. Mister Valente dovrà fare a meno di Di Maria, appiedato dal giudice sportivo, ed avrà Guarino a mezzo servizio, mentre in porta recupera Marino reduce da una giornata di squalifica per l'espulsione patita a Pianura.
Per il Pisticci, inoltre, entra subito il neo acquisto Semeraro, Grieco all'ala destra, Lupacchio centravanti. Nei primi 30 minuti di gioco i gialloble fanno girare bene palla: al 29^ fanno registrare una buona azione di Farinola che avanza centralmente, serve a sinistra Chiaffitella che può presentarsi davanti al portiere, ma viene fermato per off-side.
Al 36 il Bitonto ad un soffio dal vantaggio: Persia sulla sinistra mette un pallone basso insidiosissimo che attraversa tutta l'area, Di Pierro si allunga, tocca, ma mette qualche centrometro a lato.
Il goal dei lucani arriva al 44^ con Lupacchio che corregge a rete un tiro di Ferrentino deviato dal portiere. La ripresa inizia senza sostituzioni nelle due formazioni. All’11^ Lupacchio mette in rete, ma l'arbitro aveva fischiato un off-side forse dubbio. Al 24^ punizione di De Santis, colpo di testa di Armento, Marino è battuto. Bitonto 1 Pisticci 1. Al 29^ Bitonto in vantaggio con Armento. E’ un goal che si ripete, identico in azione, a quello precedente: punizione centrale, lancio verso l'area di rigore dove Armento spizza e batte Marino.
I padroni di casa chiudono i conti al 37^ : ancora una punizione dalla tre quarti diretta in area, ancora una palla non trattenuta da Marino, batti e ribatti in area, la palla poi finisce fra i piedi di Konte che la piazza bene alle spalle del portiere gialloble. Nei 3 minuti di recupero il Bitonto va vicinissimo al quarto gol con De Santis.
Finisce 3 a 1; il Pisticci subisce la sua quarta sconfitta consecutiva.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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