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| Coppa Italia Regionale: Policoro ad un passo dalla semifinale |
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24/10/2009
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| Pronostico rispettato quasi ovunque e qualificazione in bilico in tre duelli su quattro. L'andata dei quarti di finale della Coppa Italia Dilettanti – fase regionale ha confermato l’equilibrata qualità delle big Angelo Cristofaro, Ruggiero Valdiano, Vultur e Fortis Murgia, la «maledizione» del San Rocco per il Real Tolve, il gap fra Balvano e Policoro, scavato soprattutto nel quarto finale di gara.
Se, infatti, la sfida più spettacolare è stata quella fra Angelo Cristofaro e Ruggiero Valdiano (3-2), è il Policoro 2000 l’unica squadra con un piede e mezzo nelle semifinali. E’ finita 4-0 sull’erba di Vietri, teatro degli incontri interni del Balvano. Che, nel remake della finale playoff di Promozione 2007/08, ha retto fino al 25’ del secondo tempo, contro una squadra di categoria superiore. Il gol di Savoia su assist di Faillace ha spianato la strada al Policoro 2000, che ha raddoppiato con lo stesso Savoia (79’), bravo a capitalizzare un errore difensivo, per poi dilagare con Andres (86’) dopo un’azione tutta di prima e con Miraglia (91’), su un tiro dalla distanza deviato da un difensore.
Verdetti rimandati nelle altre sfide. Alla Ruggiero potrebbe bastare vincere con un gol di scarto, mentre Fortis Murgia e Vultur partiranno dallo 0-0 maturato all’ombra del vulcano, a conferma di una certa parsimonia in fase offensiva, ma anche della robustezza della terza linea. Equilibrato, nel gioco e nel risultato (1-1) anche il testa a testa fra Tolve e Borussia Pleiade. La vittoria è sfuggita ai bradanici all’ultimo minuto, ma perlomeno il «San Rocco» è tornato a essere un po’ meno… nemico, rispetto alle precedenti 4 partite, terminate tutte con una sconfitta.
Gazzetta del Mezzogiorno
Risultati:
Angelo Cristofaro - Ruggiero Valdiano 3-3
Balvano – Poliporo 0-4
Vultur - Fortis Murgia 0-0
Tolve - Borussia Pleiade 1-1
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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