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| Potenza, c’è un pretendente È Simone Visentin imprenditore di Monfalcone |
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23/10/2009
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| Dal nordest del paese arrivano segnali incoraggianti per il Potenza Sport Club. L’ipotesi di un gruppo friulano interessato a rilevare la società rossoblù prende sempre più piede. Non si tratta di una novità in assoluto visto che neanche una settimana fa questa ipotesi (la cordata del nordest) era già venuta fuori ma in pochi hanno voluto prenderla in considerazione. A confermaro è lo stesso Simone Visentin, imprenditore edile, socio della Sl Costruzioni di Monfalcone in provincia di Gorizia, oltre che di altre aziende del settore operante in quell’area del paese. Ieri il primo approccio con il capoluogo lucano per avere conferme sulle intenzioni dell’attuale proprietà (la notizia del disimpegno di Postiglione è ormai di dominio pubblico) e l’ammissione di voler trattare per rilevare in toto le quote della società. «Noi siamo pronti - ha spiegato Simone Visentin - per trattare con la proprietà l’acquisizione dell’intero pacchetto azionario del club. Ci interessa investire in una realtà dalle grandi potenzialità qual’è il Potenza sulla quale abbiamo ottime referenze».
Per oggi è attesa la prima mossa del gruppo Visentin che ha anticipato la volontà immediata di «contattare l’attuale proprietà per formalizzare la volontà di prendere il Potenza. Poi chiaramente ci sarà bisogno di alcuni giorni per verificare lo stato di salute
L’appello è accorato. I tifosi chiamano ancora una volta in causa il sindaco di Potenza, Vito Santarsiero per tentare di trovare una via di uscita alla crisi societaria che si è aperta con il disimpegno del presidente e amministratore unico Giuseppe Postiglione. Domani sera (ma la data potrebbe slittare) alle ore 18 i suopporters rossoblù si ritroveranno sotto il Palazzo di Città per chiedere che la squadra sia messa nelle mani del Sindaco. Ma questa è una sola delle proposte: i tifosi vogliono che he gli incassi siano gestiti dal Comu-
della società, e valutare l’attuale situazione tecnica legata ad allenatore ed organico». Insomma, ventiquattro ore il disimpegno di Postiglione e il passaggio delle consegne a Galigani (è lui il traghettatore in questa fase ma solo per l’ordinaria amministrazione) sembra che la questione possa essere risolta senza troppi danni. È chiaro che ora la parola passa alla proprietà, e tutto si svolgerà sul tavolo di trattativa dove si dovrà trovare un accordo tra domanda ed offerta. Tutto questo tenendo ben presente la necessità di fare in fretta per consentire a chi «entra» di im-
ne. «Se ciò avvenisse - hanno spiegato - siamo pronti a far sì che lo stadio torni a riempirsi per poter dimostrare ancora di più la voglia e la passione che esistono nella città, nella provincia. Siamo persino disposti a consegnare gli abbonamenti nelle mani del Sindaco e tornare a pagare i biglietti per le partite che verranno, se la gestione passasse nelle mani da noi auspicate». Da Palazzo di Città non sono arrivate risposte. Per il momento il sindaco Santarsiero, che in estate si è esposto per dare sostegno alla richiesta di ripescaggio, non ha fatto commenti.
postare da subito il lavoro di ricostruzione della squadra (anche del morale dei tifosi) evitando anche di incorrere in penalizzazioni o altri forme disciplinari per non aver ottemperato agli oneri economici della società. Su questo campo sarà necessario trovare subito un accordo (il 30 ottobre il Potenza dovrà sborsare ben 300 mila euro tra F24 ed altre tasse) tenendo ben presente, come lo stesso Postiglione ha sottolineato, i doveri di chi lascia (arretrati) e quelli di chi subentra. L’augurio è che proprio questo non diventi un problema insuperabile ai fini della chiusura positiva della trattativa.
Sarebbe deleterio per tutti, soprattutto per i tifosi, che motivazioni prettamente economiche possano bloccare l’eventuale sviluppo della trattativa. Resta il fatto che Postiglione sembra più che mai deciso ad abbandonare e questo dovrebbe garantire velocità e concretezza all’ope - razione. Nelle prossime ore dunque, il futuro del calcio potentino potrebbe ritrovare una nuova strada, una nuova direzione cosa ovviamente che i tifosi rossoblù e tutti quelli che amano il «leone rampante» si augurano di cuore.
SANDRO MAIORELLA
Gazzetta del Mezzogiorno |
CRONACA
SPORT
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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