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Lega pro: Potenza, la replica di Postiglione

16/10/2009



Le schermaglie continuano. Tra il presidente Postiglione e Raffaele Bruno è sempre più guerra aperta. Non tanto a parole quanto a forza di documenti e visure camerali. La prima mossa è stata di Bruno che ha evidenziato le difficoltà nel aprire una trattativa in considerazione del fatto che la proprietà del Potenza è attualmente della Calpel, vecchia società creata da Luigi Calluori e Rosario Pellegrino, che per il novanta cinque per cento è nelle mani di Giacomo Minici e solo per il cinque per cento di Giuseppe Postiglione.
La risposta del massimo dirigente rossoblù non si è fatta attendere. Non attraverso una intervista a trecento sessanta gradi (Postiglione è stato bloccato da un lutto famigliare) ma con un comunicato ufficiale diramato dalla società. Una nota secca e precisa argomentata su questioni simili a quelle sollevate da Bruno. «In merito ad un paventato interessamento del signor Raffele Bruno al sodalizio del Potenza Sport Club srl si comunica che la società ha sospeso ogni tipo di contatto con lo stesso ed il suo accompagnatore Tito Rocco constatato che da indagini effettuate sulla persona del sig. Bruno è emerso dalle visure camerali che lo stesso non è proprietario di nessuna quota in seno alla società US Triestina Calcio spa, come da egli millantato, che lo stesso non può rappresentare adeguato interlocutore giacchè dalle stesse visure risulta che lo stesso è di fatto, da un punto di vista societario, nulla tenete. In riferimento al sig. Tito Rocco, invece, è emerso che lo stesso fa parte del Cda della Triestina ma è proprietario del misero numero di 4 azioni della società US Triestina Calcio spa, pari a 200 euro».
Insomma una «stoccata» vera e propria quella di Postiglione che in qualche modo fa traballare la posizione di Bruno che aveva rinviato qualunque tipo di approccio societario a fine stagione. A questo punto però appare difficile riprendere un dialogo costruttivo anche se Bruno, raggiunto telefonicamente nella capitale ha confermato la volontà «di evitare polemiche mediatiche». L’imprenditore potentino ha solo voluto sottolineare come la sua parte di azioni nella Triestina siano a nome della Bruno Costruzioni Sas società al 40 per cento di proprietà dello stesso Raffaele Bruno. Insomma la nomina a vice presidente del club alabardato nasce proprio da questo impegno economico e dalla solidità del gruppo rappresentato.
SANDRO MAIORELLA
Gazzetta del Mezzogiorno


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