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| Volley: dalla Val d’agri un esempio da seguire |
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13/10/2009
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| Il mondo del volley nella Val d’Agri ha unito le proprie forze e lancia un messaggio interessante realizzando un progetto di grande significato: “PALLAvoliamo 2010”. Lungo il paziente e meticoloso percorso di anni, cinque società dilettantistiche, alcune più antiche, altre di recente costituzione, altre ancora rinate grazie a questo progetto, hanno lavorato in sinergia per crescere, migliorare e sviluppare le loro attività. La CSC Moliterno Volley, la più “anziana” del gruppo, l’ASD Don Michele Botta Villa d’Agri, altra storica società di volley dell’area che ha compiuto i ventiquattro anni, l’ASD Grumento, l’ASD Sporting Paterno, nate lo scorso anno e già attive sul territorio, e l’ASD Polisportiva Viggiano, rinata dopo alcuni anni di inattività, sono i cinque membri di questo consorzio sportivo nato dapprima come semplice idea, divenuto poi suggestione e ora fatto concreto.
Il progetto, patrocinato dalla FIPAV Regionale di Basilicata e Provinciale di Potenza, sarà presentato nel pomeriggio di oggi alle 18.00 presso la Bibliomediateca “G. Racioppi” di Moliterno, alla presenza di autorità istituzionali e sportive, nonché di rappresentanti provenienti dai comuni interessati.
L’idea di fondo del progetto, che supera sterili campanilismi e prevaricazioni, ha un unico ambizioso obiettivo: lavorare insieme per essere più forti, per coinvolgere di più il territorio, i giovani, le comunità, oltre ad accrescere il dialogo tra le diverse realtà coinvolte e le istituzioni, proponendo un esempio di come la collaborazione e l’unione tra le forze possa far vincere le sfide più difficili. Proponendo altresì un modello innovativo perfettamente esportabile, PALLAvoliamo 2010 ha un grande significato e potrà rivelarsi una importante opportunità di crescita collettiva: per le realtà che vogliano sostenere queste società, per le aziende che cercano nuove forme di visibilità, per il tessuto sociale e per il valore che la promozione sportiva ha per i giovani.
“Abbiamo cominciato a pensarci da tre, quattro anni– dichiara Antonio Calabria Presidente della CSC Moliterno – quest’anno, grazie anche al supporto tecnico ed economico degli organi federali, stiamo pian piano portando a definizione tutti gli aspetti. Non possiamo pretendere subito risultati: questi si vedranno a medio termine. Il nostro progetto parte da un’analisi reale: nei nostri comuni abbiamo una entità demografica limitata, un tasso di emigrazione giovanile notevole: i nostri giovani, varcata la soglia degli studi universitari o del mondo del lavoro, abbandonano le nostre zone e spendono le loro energie e le loro capacità altrove: il ricambio generazionale è basso e non sopperisce al flusso di uscita. Per questo abbiamo preso consapevolezza che prima o poi le nostre comunità avranno serie difficoltà a sopravvivere e svolgere tutte le proprie attività: per questo non possiamo stare da soli, insieme invece possiamo ottenere risultati apprezzabili. Noi lanciamo questa sfida nel nostro ambito che è quello sportivo ma il messaggio può avere ricadute anche in settori diversi, ed è quello che vogliamo. Quanto all’aspetto puramente sportivo, ogni paese conserva la propria società che opera nel suo territorio: le forze migliori di ognuno confluiscono in una o più squadre di elite che puntano a campionati di vertice nelle nostre attività agonistiche federali: quest’anno allestiremo una Serie C Regionale Maschile con tutti gli elementi migliori provenienti da tutte le società aderenti all’iniziativa”.
La collaborazione tra le cinque società di volley che non ha ancora ad oggi una forma giuridica porta a valore il senso di appartenenza ad una comunità molto vasta quale quella della Val d’Agri: per questo le società aderenti sono apertissime a che col tempo altre società sportive possano chiedere di farne parte per dare spunti, idee e suggerimenti ed essere sempre più competitivi. “Unendo le forze siamo rispettati e guardati con occhio diverso – prosegue Calabria - perché siamo una forza, non entità sparse che agiscono in modo diverso e ognuna per proprio conto e questo produce inevitabilmente un approccio diverso con i nostri interlocutori”.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
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