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| Melfi, bicchiere mezzo vuoto dopo il ko contro la Scafatese |
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15/09/2009
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| Una grande delusione si legge sulle facce dei tifosi del Melfi che si sarebbero aspettati dalla trasferta di Scafati almeno un punto. Dovendo giudicare l’andamento dei primi quattro incontri il bilancio non è affatto positivo (due pareggi in casa e due sconfitte in trasferta). Qualcosa non “gira” nella squadra. Il reparto difensivo è stato messo sotto accusa durante la prima parte dell’inizio del campionato perché se era vero che l’attacco segnava era altrettanto vero che la difesa incassava reti per imperdonabili distrazioni. Al centrocampo mancava «il faro» che illuminasse il gioco e con l’arrivo di Mitra anche questo reparto aveva preso l’assetto giusto. L’attacco ha fatto bene o male quasi sempre il suo dovere. Allora che cosa manca a questa squadra? Forse è solo questione di mentalità, quella vincente per intenderci. Mister Rodolfi, a fine gara contro la Scafatese ha dichiarato che «nella seconda parte della gara meritavano almeno il pareggio, perché i ragazzi si sono battuti caparbiamente e senza soste e questo è un dato positivo perché almeno sul piano dell’impegno abbiamo fatto un passo avanti. Nella prima parte della gara abbiamo subito la pressione degli avversari in mezzo al campo, ma il nostro portiere non ha fatto nessun intervento: abbiamo subito ancora una volta una rete su calcio piazzato e su questo dobbiamo lavorare». L’esame della partita da parte di mister Rodolfi non fa una grinza perché rispecchia fedelmente l’andamento dell’in - contro. Ma i tifosi, i soci e anche alcuni dirigenti si chiedono quando si centrerà l’obiettivo della prima vittoria? Intanto, oggi si riprendono gli allenamenti settimanali che saranno centrati sia sulla condizione fisica che su quella morale, perché una buona dose di autostima, per parecchi giocatori non guasterebbe. Dal prossimo impegno casalingo contro il Siracusa la parola d’ordine sarà: vincere!
ANTONIO PACE
Gazzetta del Mezzogiorno |
CRONACA
SPORT
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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