|
|
| Lega Pro: I^ Divisione: Il Potenza va ko contro la Ternana e perde la «voce» |
|---|
14/09/2009
|
| Una trasferta amara quella degli uomini di mister Capuano, che allo stadio «Liberati» di Terni rimediano tre sonore sberle e tornano a casa con la consapevolezza di dover lavorare ancora moltissimo per cercare di organizzare un sistema di gioco efficace a superare le difese avversarie, fino ad ora vero e proprio tallone d'Achille di questa squadra. Allenatore e giocatori si chiudono nel «silenzio» per evitare di surriscaldare gli animi e per cercare di capire quali sono effettivamente le motivazioni che stanno alla base di questa sterilità del reparto offensivo. Bocche cucite da parte del Potenza, quindi, in sala-stampa. Passa l’addetto stampa della società lucana a dire che non parlerà nessuno per i rossoblù. Spazio quindi agli addetti ai lavori rossoverdi per esprimere delle considerazioni sul Potenza uscito battuto dalla squadra di Baldassarri. «Sono una buona squadra per la categoria. Dicono che vogliono fare i play-off ma oggi secondo me hanno commesso l’errore di credere di avere a che fare con una Ternana dimessa, che avrebbe sofferto l’avversario, come è stato a Ferrara. Invece oggi abbiamo dimostrato che siamo in netta crescita tecnica e conserviamo la giusta umiltà», dice Walter Piccioni. Anche il centrocampista Guido Di Deo tesse le lodi della formazione lucana. «Mi sembrano una ottima formazione, con elementi di grande esperienza, come De Cesare, Cardinale ed Aquino. Gente che la serie C1 la conosce molto bene e la può fare ad occhi chiusi. Oggi (ierii, per chi ci legge, ndc) è successo che gli episodi sono stati tutti a favore nostro ed il Potenza si è sciolto come neve al sole». Anche Jonathan Alessandro concorda. «Sapevamo che questa gara sarebbe stata appannaggio di chi segnava per primo. Una volta passati a condurre poi siamo stati bravi a gestire il vantaggio con umiltà e compattezza. Il Potenza per me si salverà senza problemi e si toglierà molte soddisfazioni nel campionato. Oggi sono stati puniti dagli episodi, ma pur nella sconfitta hanno messo in luce una bella organizzazione tattica che, alla lunga li premierà in un campionato ostico come quello di Prima Divisione » .
ANTONIO DE ANGELIS
Gazzetta del Mezzogiorno
Prestazione mediocre si salvano in pochi
GRAGNANIELLO 5: Non ha colpe sul primo gol, mentre sul secondo si lascia sfuggire la palla che Alessandro ribatte in porta. Sulla terza rete invece fa emergere più di una pecca nel posizionamento di una barriera che la punizione di Lacheheb buca con facilità.
PORCARO 5: Non impeccabile nella fase difensiva. Ha sbagliato molto.
LANGELLA 6: Non dà spazio a Perna che non riesce a tirare mai in porta.
CARDINALE 6: Orchestra la difesa e non dà mai spazio al centravanti rossoverde.
FREZZA 5: In fase offensiva è incisivo, ma in copertura va spesso in barca. Il suo apporto alla fine non è sufficiente.
BERARDI 6: Disciplinato ed ordinato, ma niente di più. Ci mette comunque l’anima.
VANACORE 5: Non spinge mai e si fa saltare addosso da Fabio Concas che non è propriamente un gigante ed ha grosse responsabilità nell’uno a zero. Colpevole. Dal 1' st LUCENTI 5,5: Deve dare profondità ma non ci riesce mai.
GIANNUSA 5: Non incide nella manovra della squadra in fase di impostazione. Dal 1' st DE SIMONE 5,5: Anonimo e poco appariscente. da un calciotore con le sue qualità ci si aspetta sempre di più.
CATANIA 6: E’ il più pericoloso dei suoi con un colpo di testa che sfiora la rete nel primo tempo. Rimane l’unico a darsi da fare in fase off e n s iva .
DE CESARE 5: Impalpabile. Solo nei primi minuti cerca di fare qualcosa, poi finisce nell’anonimato. Dal 27' st POLANI NG: Non ha il fisico per fare il bomber
AQUINO 5: Non pervenuto. Ha fatto davvero poco per dare una mano alla squadra. |
CRONACA
SPORT
|


 (1) (1).jpeg)

Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
 |