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| Rionero in delirio dopo la vittoria di «big» Roberto |
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14/09/2009
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| Momento magico, intorno alle ore 17.21, per la categoria «Pesi supermassimi» ai Campionati Mondiali di Milano conclusisi nella serata di sabato, con il l’atteso match del supermassimo italiano Roberto Cammarelle.
Momento esaltante alle ore 17.34, quando, con l’ultimo sinistro all’ucraino Roman Kapitonenko, Cammerelle si confermava campione del mondo nella categoria + 91,con un netto punteggio di 10 a 5 e venendo premiato anche miglior pugile di questi campionati mondiali. Sul ring, con l’attesissimo Roberto Cammarelle, classe 1980, peso over 91 kg era salito certamente , uno dei più blasonati rappresentanti della scuola pugilistica italiana, nonché campione del mondo in carica. Ai Mondiali di Milano Big Roberto (fresco papà di un maschietto di cinque chili, nato a Cinisello Balsamo, ma con forti radici lucane, il padre, Angelo, nato a Rionero in Vulture e la madre, Giovanna Caraffa, di Filiano, in provincia di Potenza), del Gruppo Sportivo Fiamme Oro della Polizia di Stato era giunto con un ricchissimo palmares. Basti ricordare l’oro ai Giochi del Mediterraneo di Almerìa (Spagna) nel 2005, oro ai Mondiali di Chicago nel 2007, oro alle Olimpiadi di Pechino nell’agosto del 2008, e ricco di onorificenze fra cui il Collare d’oro al merito sportivo e il titolo di Cavaliere al merito della Repubblica. Cammarelle, che ha anche ricevuto la cittadinanza onoraria della città d’origine, è stato ospite del «Cammarelle Day», 20-21 ottobre 2008,a Rionero in Vulture, promosso dall’amministrazione comunale.
Nell’occasione, il «magnanimo» come molti lo definiscono, per la sua boxe non violenta, non mancò di passare per tutte le scuole cittadine per un saluto ai ragazzi. Grande esaltazione nella comunità rionerese. Qualche strombazzata per strada e soddisfazione soprattutto da parte della zia Margherita, commossa fino alle lacrime che questa volta ha voluto vedere dal vivo, a Milano, le gesta del nipote amatissimo. La comunità rionerese ora l’attende ancora a Rionero per festeggiare degnamente big Roberto per l’ennesimo regalo d’oro fatto alla boxe italiana.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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