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| La Santarcangiolese vuole il salto di categoria |
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6/09/2009
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| Nel calcio della crisi, c'è chi pensa comunque in grande. Dopo due salvezze sofferte nel campionato di Promozione, la Santarcangiolese è più che mai decisa a un torneo di vertice. Possibilmente, coronato dal salto in Eccellenza. «I playoff sono l'obiettivo minimo - annuncia il ds Gino Esposito - poi se ci renderemo conto che con un paio di tasselli possiamo vincere, torneremo sul mercato».
La Santarcangiolese non è ancora scesa in campo, vista la rinuncia del Ferrandina Calcio nel primo turno della in Coppa Italia Dilettanti - fase regionale: esordirà oggi in casa contro il Policoro, nel secondo turno. C'è curiosità per vedere all'opera i nuovi: dal portiere Annunziata (ex Policoro 2000: che combinazione!) al difensore centrale Marra, proveniente dal Pisticci; dal centrocampista Adduci, tornato lo scorso anno nella sua Tursi, agli esterni Totaro (ex Latronico) e Corsaro (ex Rotondella); fino a Lemma, 20enne attaccante, di ritorno a Sant'Arcangelo dopo una brillante stagione in Prima categoria con il Roccanova (24 gol nel girone B). Sono tornati anche Nicola Conte, che però resterà fermo due mesi per un problema muscolare alla coscia destra, e Nicola Malaspina, fuori da un paio di stagioni per problemi ai legamenti. Dal Francavilla la squadra di mister Castronuovo ha preso due under, Lofrano (classe '91) e Zaccaro ('90), entrambi centrocampisti. Ieri sera la società ha incontrato Cavallo, mediano di Sicignano, e l'attaccante ebolitano Petrillo, già con esperienze in serie D. Entrambi sono a un passo dalla Santarcangiolese, che intanto, oltre al tecnico, ha confermato Armentano, Lacanna, Dora, Colella, Aurelio, i promettenti under locali De Salvo, Cavallo e Costantino, i due Giordano, Loponte, e poi Bonavita e Fanelli, secondo e terzo portiere a disposizione dell'allenatore di Latronico. Dopo aver riempiti i taccuini, l'undici della Val d'Agri è pronto per riempire (di punti) anche la classifica.
antonio Pal.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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