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| Pisticci-Francavilla: i Mister a confronto |
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31/08/2009
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| Una vittoria inattesa quella del Pisticci contro il Francavilla di mister Lazic; una vittoria che pur se è venuta ai rigori consente alla squadra gialloble di passare il turno ed incassare la seconda vittoria consecutiva nelle partite ufficiali di coppa, Bitonto e appunto Francavilla.
A fine Gara i due tecnici ai microfoni del gialloble.com hanno rilasciato le seguenti dichiarazioni:
Miser Lazic: “Il Pisticci è stato più convinto e determinato. Noi, invece, eravamo poco convinti. Per far risultato in questa categoria serve un piglio diverso. Non ci sono scusanti, abbiamo giocato al di sotto delle nostre possibilità. Adesso dobbiamo svegliarci e rimboccarci le maniche. In questo senso la sconfitta di oggi, seppur maturata ai rigori, può essere utile a farci capire che il calcio d’agosto è finito e che per il campionato ci sarà bisogno di un approccio diverso alle partite”.
Quali saranno gli obbiettivi del Francavilla?
“Vogliamo migliorare e giocare sempre meglio, per dare soddisfazione ai nostri dirigenti ed ai tifosi. Guardiamo cosa accadrà di giornata in giornata, ma, ripeto, c’è bisogno di scendere in campo con un’altra mentalità”.
Mister Valente : “Ho grande rispetto per il Francavilla, sono convinto che arriverà ai play off, ma credo che oggi il Pisticci abbia meritato. Certo, abbiamo ancora tanto da imparare, perché nel primo tempo dovevamo essere più corti e giocare meno palle alte. Ma purtroppo le condizioni di questo terreno di gioco, di cui si accorgono puntualmente anche i nostri avversari, non ci aiutano. Nella ripresa, tuttavia, siamo riusciti ad accorciare, abbiamo trovato il gol al momento giusto e potevamo segnare ancora. Alla fine la lotteria dei rigori ha premiato noi”.
Grieco, ancora una volta determinante per il Pisticci in coppa Italia, goal al Bitonto e adesso al Francavilla.
“ha giocato una partita normale. Non lo lodo né lo disprezzo”.
lasiritide.it |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
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