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| La R. Lauria tiene «nascosti» i suoi obiettivi stagionali |
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20/08/2009
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| L'Eccellenza? «La vince o la Fortis Murgia, o il Vultur». E la Ruggiero Valdiano? «Punterà a concretizzare di più il bel gioco espresso l'anno scorso». Fa il modesto Antonio Larocca, ds del sodalizio lucano-campano, ma sa che sui taccuini degli addetti ai lavori c'è anche la sua squadra. La Ruggiero Valdiano, ex Ruggiero di Lauria, è stata costruita attorno a cinque capisaldi della passata stagione: il portiere Serra; il capitano Di Falco, difensore centrale col vizio del gol (6 nel 2008/2009); i centrocampisti Chiacchio e Pascuzzo; il centravanti Salamone, capocannoniere con 26 reti nell'ultimo torneo.
Sono arrivati i difensori Domenico Fiumarella, classe '90 ex Cavese già a Potenza e Melfi; Demetrio De Luca, un '92 proveniente dalla Salernitana; Antonio Guida, andato via lo scorso autunno. Tre novità anche a centrocampo: Mario Amoroso dal Montella (Eccellenza campana), Michele Malito, già alla Ruggiero di Lauria, Roberto Ragone, ex Ricigliano, atleta 29enne con trascorsi in C1 (Carrarese) e qualche apparizione con la maglia della Sampdoria. Giovanni Petilli, ex Avigliano, affiancherà Salamone in attacco. Oggi la Ruggiero Valdiano giocherebbe con Serra fra i pali, Fiumarella, Di Falco, Guida e De Luca in difesa, Di Brizzi, Amoroso, Ragone e Malito sull'asse centrale, Petilli e Salomone di punta. Interessante anche l'accordo con la scuola calcio «Romanelli» di Monte San Giacomo, operante in tutto il Cilento e il Vallo di Diano, che ha portato alla corte di mister Masullo una decina di classe '92 di belle speranze. Un'operazione che può garantire un futuro sostenibile alla società del presidente Viscido, anche nell'ipotesi di un balzo in serie D nei prossimi anni. Per adesso, le favorite sono altre. «Assieme a Fortis Murgia e Vultur, bisognerà tenere d'occhio Angelo Cristofaro e Murese - conclude Larocca - che partono già da una buona base. E m'incuriosisce il Real Tolve: buoni giocatori, un tecnico esperto come Camelia. Ha tutto per disputare una bella stagione».
[an.pal.]
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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