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| Coppa Italia: Paganese-Potenza 0-3, matematico il passaggio del turno |
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20/08/2009
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| Altra gara dai tre punti e altra vittoria per il Potenza, che sul terreno di Pagani conquista matematicamente il passaggio al turno successivo di Coppa Italia con una giornata di anticipo. Al gol di Nappello su rigore sono seguiti quelli di Aquino e Catania nella ripresa. Ancora in crescita la squadra pur giocando molte seconde linee. Ora si guarda a Giulianova dove domenica comincia il campionato di Prima Divisione per i rossoblù.
Capuano:"Avevo dichiarato di voler passare il turno e così è stato. Sono molto soddisfatto di quanto fatto dai ragazzi anche oggi, contro una Paganese zeppa di giovani ma molto combattiva che comunque ci ha reso la vita difficile, considerato che anche noi giocavamo solo con quattro titolari. Ringrazio per l'accoglienza ricevuta in generale e sono grato a Pagani. Ora sono l'allenatore del Potenza, una città bella città, capoluogo di regione, in cui si vive bene e con grandi ambizioni. Spero di fare cose egregie con una rosa già molto competitiva, alla quale se riusciamo ad aggiungere qualcosa in questi giorni, potremo toglierci molte soddisfazioni. Per la prima volta non friggerò il pesce con l'acqua minerale, per rifarmi a una battuta che ormai è diventata famosa."
Queste i tabellini della gara:
PAGANESE:
Faraon, Grimaldi, De Nigris(dal 61°Di Mieri), Vitiello, Astarita; Sciannamè, Buttini(dal 78°Tortora), Versiglioni; Rana (dall’81° Guastafierro), Ibekwe, Gulleri.
A disp.Saraò, Buoninfante, Rossano, Adiletta.
All. Salerno
POTENZA:
Tesoniero; Porcaro, Barbato, Berardi; Chiavaro(dal 78°Cardinale), Profeta, Frezza, Lolaico (dal 59° Aquino); Polani, Catania, Nappello(dal 59°Giannusa).
A disp. Gragnaniello, Langella, De Cesare, Vanacore.
All. Capuano
Marcatori: al 34° Nappello(R), al 77° Aquino, al 91°Catania
Ammoniti: Vitiello, Astarita, Nappello.
Arbitro: Mariani di Aprilia
Guardalinee: Alla e Grispigni
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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