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| Il Fortis Murgia è soddisfatto degli esiti dopo il ritiro |
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15/08/2009
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| La troupe del Fortis Murgia è rientrata dal ritiro di due settimane in Abruzzo. «Un’esperienza validissima - racconta mister Pasquale Squicciarini -, che ci ha offerto l’oppor - tunità di valutare in tutta serenità le condizioni dei singoli giocatori e quella globale della squadra». I giocatori, con il contributo del preparatore atletico Luigi Roman o, sono stati messi nelle migliori condizioni fisiche. E, prima di ripartire, hanno effettuato due incontri amichevoli in quel di Fara San Martino. La prima partita è stata giocata con il Perano, formazione di Promozione abruzzese: «È stato un buon primo test; ho visto i ragazzi abbastanza carichi e, indipendentemente dal pareggio, 2-2, devo dire che mi è piaciuta la grinta con la quale i nostri hanno affrontato l’incontro», dice mister Pasquale Squicciarini, che poi parla della seconda gara, quella con il Casoli, squadra dell’Interregionale: «Ho visto maggiore compattezza della squadra, che si è dimostrata abbastanza equilibrata. Abbiamo perso per 1-0 con un calcio di rigore; ciò testimonia del buon livello già raggiunto, se si tiene conto che abbiamo giocato contro un’ottima formazione di categoria superiore. Comincio a vedere il gruppo; un buon gruppo, molto motivato. D’ora in poi dobbiamo insistere per raggiungere il giusto livello d’intesa in una squadra che è completamente nuova. Ci vorrà ancora un po’ di tempo per l’assemblaggio e per trovare i giusti automatismi, gli equilibri migliori». Durante le amichevoli si sono riscontrate lacune in qualche reparto? «No, anche se, fino a quando non si comincia a disputare partite vere, non si può esprimere un giudizio definitivo. Finora ho notato l’ottimo atteggiamento della squadra, la voglia di fare bene, la determinazione, l’impegno. Questo è molto importante».
VINCENZO DE LILLO
Gazzetta del mezzogiorno |
CRONACA
SPORT
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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