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| Avis Lagonegro: successo per la XXII Gara di atletica |
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14/08/2009
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| Successo sia per gli organizzatori che per gli atleti alla XXII Gara di atletica leggera-Trofeo Claudio Labanca. Dopo l’allegria e la grinta delle gare dei più piccini nati tra il 99 e il 2007, prima della gara ufficiale di giovedì, come di consueto, hanno gareggiato gli atleti nati tra il 92 e il 98, che hanno poi dato spazio ai più quotati corridori. Giovedì 13 agosto si è così conclusa la manifestazione, con la spettacolare esibizione dei cavalieri e degli sbandieratori della città regia di Cava dei Tirreni, che hanno fatto ha apripista per la gara che si è disputata a partire dalle ore 20.30. Molte le presenze allo start, tra cui 5 africani e 13 italiani, che hanno gareggiato anche per il trofeo delle regioni.Una novità per le rappresentative regionali poiché erano presenti oltre che atleti della regione Lazio, Basilicata e Calabria , anche una compagine Lagonegrese, che racchiudeva corridori della cittadina che ha ospitato la gara. A partire subito forte, come da copione per ogni gara di atletica leggera, sono stati i keniani, affiancati dal ruandese Rukundo, che si sono distinti in tutti i 15 giri effettuati sul circuito cittadino, per un totale di poco più di 10 mila metri. Con una media di 2 minuti a giro, a tagliare il traguardo, nella salita di via Roma nella centralissima piazza di Lagonegro, è stato il Ruandese Rukundo con 29 minuti e 56 secondi, a cui sono seguiti Rugut e Olempayei, entrambi keniani. Il primo degli italiani a tagliare il traguardo è stato Yuri Floriani delle Fiamme Gialle. Per la classifica delle rappresentative regionali si è classificata per prima la compagine del Lazio, seguita da Basilicata, Calabria e Lagonegrese. LA manifestazione ricordiamo è stata organizzata dalla sezione Nino Caputi di Lagonegro,il collaborazione con la Compagnia di San Paolo ed il patrocini dell’Ussi e dell’Avis Nazionale. |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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