|
|
| Eccellenza: L’Irsinese è in vendita |
|---|
11/08/2009
|
| IRSINA. C’è aria di crisi in seno alla società neo-costituita dell’Irsinese, i cui dirigenti sono quasi tutti di Gravina in Puglia. La causa è costituita dalla mancanza di concessione, da parte del comitato regionale della Figc, per utilizzare il campo sportivo di Gravina. «La novità, allora, è questa: la società è in vendita - dichiara con decisione il dirigente Antonio De Leonardis, di Gravina -. Proprio perché ci è stata negata l’autorizzazione per giocare a Gravina, la società ha deciso che siamo disponibili a trattare con qualche imprenditore di Irsina, intenzionato a rilevare la squadra». C’è qualche spiraglio in questo senso? «Da Irsina non si è fatto vivo nessuno. A noi dispiace moltissimo, perché l’anno scorso abbiamo fatto sacrifici, abbiamo fatto in modo che la squadra si salvasse. Ed ora ci chiediamo se è mai possibile che in un paese come Irsina non ci sia nessuno che si mostri affezionato alla squadra di Eccellenza. Sarebbe un vero peccato farla morire!». Ma avete già fatto l’iscrizione al campionato. Come potrebbero andare ora le cose? «Anche se ci siamo iscritti, può darsi che lasciamo cadere tutto». Avete cercato qualche contatto su Irsina, alla ricerca di qualcuno che potrebbe rilevare la squadra? «No, perché non siamo noi a dover cercare. Noi l’anno scorso abbiamo trattato con la vecchia società; così, ovviamente, crediamo che ci dovrebbe essere qualcuno intenzionato a trattare con la nuova». L’unico problema è quello del campo di gioco? «Sì, ma è un problema grosso». Perché? «Perché la nuova società è basata su gente di Gravina che, non giocando a Gravina, non avrebbe la visibilità richiesta. Che senso avrebbe andare a consumare soldi su Irsina? Agli irsinesi vogliamo tutto il bene di questo mondo; io andrei a dare una mano anche senza soldi, ma non me la sento di dire che si possa mandare avanti questa baracca. Gli impegni, anche economici, chi se li prende?».
VINCENZO DE LILLO
Gazzetta del Mezzogiorno |
CRONACA
SPORT
|


 (1) (1).jpeg)

Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
 |